Violenza contro le donne e “Singal for help”. Il problema non è chiedere aiuto ma riceverlo

Nella digitalizzazione espansa come una bolla anche il contrasto alla violenza contro le donne diventa un video virale. Si chiama ‘Signal for help’ ed è arrivato sui cellulari di tutti in queste ore. Quattro dita della mano tese, col pollice chiuso, che si ripiegano a chiudere la mano, con il palmo rivolto verso lo schermo o l’interlocutore, mentre si è braccate dall’aggressore.

Si può far finta di salutare un passante dalla finestra o ritirare un pacco o piazzarsi davanti al cellulare. Et voilà. Il dopo non lo conosciamo. L’iniziativa, nata in Canada nel 2020, è tornata a circolare a partire dal Regno Unito, dopo l’assassinio della 33enne Sarah Everard. Uno strumento almeno per il nostro Paese mistificatore, che lascia una forte amarezza. Banalizza, offre un espediente tecnico a un problema ben più complesso, e non risponde alla vera emergenza italiana. Ma non è tutto. Rappresenta la resa all’idea che si debba ormai vivere in questo isolamento. E così ingabbiati troviamo linguaggi muti per mettere il muso fuori dalla prigione. È avvilente, è mortificante. L’idea, fasulla, che ne potrebbe venir fuori  è che servano legge migliori o più efficaci, e magari giù nuovi numeri, nuove linee rosa, nuova messaggistica per lanciare un SOS. Nel nostro Paese la fragilità non sta nei dispositivi di

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Il forte retaggio delle discriminazioni. Un grido soffocato dalla leggerezza della società

di Roberta Croce

Il 25 novembre è stata la  giornata internazionale contro la violenza sulle donne voluta fortemente dall’ONU il 17 dicembre 1999. Presi dall’emergenza epidemiologica, l’evento passa

quasi in sordina. In Italia negli ultimi dieci mesi di lockdown, è stata uccisa una donna ogni tre giorni. Nell’ultimo anno morte ben 91 donne. Un fenomeno in costante aumento nel nostro Paese rispetto agli anni precedenti. Raccapricciante… I fatti di cronaca, mediaticamente rilevanti, fanno notizia, sviluppano la curiosità del momento. Ma quanto della sfera privata non emerge, per vergogna, paura, per retaggio culturale! Perché la società non ascolta.

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Amministratori sotto tiro: sono donne le prime vittime dei social

di Giulia Migneco

Nel 2019, sono stati 92 i casi di minaccia alle amministratrici italiane, il 16,5% del totale: il dato più alto dalla prima edizione del rapporto. La maggior parte avviene tramite social networks ed è a sfondo sessuale

Ogni giorno in Italia un amministratore locale viene intimidito e minacciato. 

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