Quando si muore due volte. Limitarsi agli slogan non arresta la cultura della morte

di Annalisa Martino

Anche quest’anno nella giornata internazionale contro la violenza sulla donna si è dato il giusto rilievo a un fenomeno ormai strutturale, si può dire, alla nostra società. È il 2020 e dovrebbe trattarsi di un fenomeno legato al passato.

Tuttavia – e qui non scopro l’acqua calda – è di estrema attualità. Anzi, è talmente attuale che nella stessa giornata del ricordo, sono morte due donne per mano di quegli uomini che avrebbero dovuto proteggerle. Se ne parla tanto. E si invocano leggi severe, si invita a denunciare, si compiangono le

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Violenza alle donne. Cambi l’approccio culturale e fondi certi. Ora più prevenzione

di Antonella Veltri

Tra le femministe circola una battuta, riproposta dai social a ogni tentativo di limitare il diritto delle donne alla salute e alla vita, ovvero l’accesso all’interruzione di gravidanza. Dice: “Se ad abortire fossero gli uomini, l’aborto sarebbe un sacramento”.

Ecco, se a essere uccisi dalle loro partner fossero gli uomini – succede a una donna ogni 72 ore in media in Italia secondo l’ISTAT – possiamo stare certe che sarebbero dispiegate misure imponenti per prevenire questa mattanza.

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Amministratori sotto tiro: sono donne le prime vittime dei social

di Giulia Migneco

Nel 2019, sono stati 92 i casi di minaccia alle amministratrici italiane, il 16,5% del totale: il dato più alto dalla prima edizione del rapporto. La maggior parte avviene tramite social networks ed è a sfondo sessuale

Ogni giorno in Italia un amministratore locale viene intimidito e minacciato. 

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