Le donne sono più brave nelle materie scientifiche ma vengono discriminate

Si iscrivono e si laureano in massa nelle materie scientifiche, prendono voti migliori, ma sul mercato del lavoro continuano a essere ancora scartate. Sono le donne, che in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica riescono meglio degli uomini,

ma quando si tratta di essere scelte per un impiego riemerge quel “gender gap” che le penalizza ormai storicamente. Questo il risultato di una ricerca dell’Osservatorio Talents Venture di Milano che ha esaminato una miriade di dati provenienti dal Ministero dell’Università, ma anche Eurostat, Almalaurea e altre fonti autorevoli italiane e dell’Ue. Si tratta del rapporto tra ragazze e Stem, le facoltà universitarie scientifiche, in cui le italiane col 17,7% superano la media europea del 16%, facendo restare indietro nazioni come Svezia (16%), Francia (15%) e Spagna (13%). “Superare il gap esistente fra uomini e donne nella scienza e nella ricerca è fondamentale per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti, realizzando gli obiettivi di Agenda 2030 fissati dalle Nazioni Unite”, dice Vittoria Pompò, presidente del Coordinamento donne nel Mondo con sedi in Italia, Austria e Albania.

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America’s Cup, da “Azzurra” a “Luna Rossa”: agli italiani tanti ricordi. Vince ancora “New Zeland”

I milioni di tifosi che per diverse notti hanno fissato la sveglia alle 4 del mattino ricorderanno col cuore Luna Rossa. Anche se dopo il 3 a 3 ad Auckland ci sono state ondate d’emozioni e tantissime delusioni. America’s Cup quest’anno è stata per gli italiani una favola senza happy end, con l’entusiasmo del Round Robin prima e della Prada Cup, gare eliminatorie vinte con grande merito dal team tutto italianissimo tranne uno, il lupo di mare James Spithill.

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Lamezia 2003-2007, anni difficili. A parlarne ora sembrano anni luce. Ma nulla è cambiato

La faida di ndrangheta, ma anche quella tra partiti politici,  al centro di quegli anni che di sicuro non possono essere indicati come la Primavera di Lamezia. Anche se quelli attuali sono assai peggiori dal punto di vista politico.

 Nelle redazioni si respirava poco. L’assenza di ossigeno era dovuta alle continue sirene in centro città, dov’erano concentrate le redazioni locali dei due giornali, Gazzetta del Sud e Il Quotidiano. Noi giornalisti avevamo un filo diretto con le forze dell’ordine, anche loro a lavorare (peggio di noi, vi assicuro) on the road e senza respiro. Informazioni sempre col contagocce, ma era la strada con la sua dura realtà a scandire le nostre giornate infernali.

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Coronavirus, il Mezzogiorno “congela” quasi trecento miliardi di euro

di Vinicio Leonetti

Il covid fa risparmiare. E anche molto. Soprattutto nel Mezzogiorno dove la leggenda racconta che di soldi ce ne sono troppo pochi.

Eppure andando a spulciare i dati di Banca d’Italia si scopre che i depositi negli istituti di credito sono cospicui: poco meno di 300 miliardi di euro suddivisi in sei regioni. La propensione a tenere fermi tanti soldi che in banca fruttano poco o niente è di tutto il Sud. L’aumento medio dei risparmi di famiglie e imprese è del 7,2%, quasi il doppio della media del 2019 che era del 4,6%. In pratica la disponibilità bancaria media va dai 12 mila ai 15 mila euro pro capite.

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