Draghi, un buon presidente del Consiglio. Occorre serenità di giudizio per confermargli piena fiducia

E’ unanimemente riconosciuto come Mario Draghi, da presidente della BCE, abbia dato prova del massimo livello di competenza tecnica e coscienza sociale esprimibile dal ceto finanziario.

E date le qualità dell’uomo, non mi aveva sorpreso più di tanto il fatto che, nel suo discorso dello scorso anno al Financial Times – un’arringa da uomo di Stato -, non avesse esitato a far capire come moneta e istituzioni finanziarie, per poter essere utili in questo frangente, avrebbero dovuto spogliarsi in buona parte delle loro caratteristiche costitutive e comportamentali, quasi fino a snaturarsi del tutto. A distanza di poco tempo dal suo insediamento, reputo che Mario Draghi abbia già dato prova di essere un buon Presidente del Consiglio. Occorreva solo un po’ di buon senso per non considerarlo capace di compiere miracoli.

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Pandemia, il vaccino AstraZeneca “conferma la sua efficacia sugli anziani con più di 70 anni”

Nuovi dati positivi sull’efficacia del vaccino AstraZeneca-Oxford che si aggiungono a quanto recentemente pubblicato da parte delle Autorità Sanitarie Scozzesi. Il Public Health England (PHE) ha infatti presentato i risultati

preliminari di uno studio condotto in Inghilterra su dati di real world nella popolazione over 70“, fa sapere in una nota la multinazionale.

“Le evidenze cliniche- prosegue il comunicato- derivate dall’utilizzo del vaccino AstraZeneca-Oxford in Scozia e Inghilterra su milioni di cittadini confermano che il vaccino è efficace nel prevenire in tutte le fasce di etàin particolare negli anziani, sia le ospedalizzazioni causate dall’infezione da covid che la malattia a tutti i livelli di gravità, integrando i risultati degli studi clinici registrativi. Questi dati, uniti alle caratteristiche del vaccino che consente di poter essere utilizzato senza particolari

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La corsa al vaccino anti-pandemia tra business, geopolitica e (pochi) diritti umani

La corsa al vaccino si sta configurando come una competizione geopolitica, come fu “ la corsa allo spazio” che ha caratterizzato la Guerra Fredda.   La posta in gioco fondamentale anche

nella pandemia è il predominio sociale e culturale nella relazioni globali. L’affermazione del proprio sistema di comando sul sapere.  Cina, Russia e Stati Uniti, si trovano anche nella gestione del vaccino a intrecciare geopolitica e ideologia, interessi locali e ambizioni imperiali. L’Europa, esattamente come sta muovendosi nel campo digitale, cerca una terza via, condizionata dalla frammentazione politica e dalla pressione, decisamente più forte e consapevole, della società civile. 

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Un anno perso per tutti. E l’umanità, un valore che non riesce a essere contagioso…

Abbiamo fatto il callo alla morte. Come è avvenuto durante le guerre, come sono stati costretti a farlo i nostri soldati e i nostri genitori o nonni. Ritenevamo che il distacco dalla morte riguardasse qualcosa di fisicamente lontano, nell’Africa

irraggiungibile ma pur violentata dagli egoismi franco-europei o nelle aree mediorientali nelle quali il mondo ipocrita svolge “missioni di pace” facendo finta di non vedere il traffico di armi e molto altro. Un anno in preda al Covid, passando da allarmismi e improvvisazioni a episodi di assurdo negazionismo, con gli scienziati che, da scienziati, non hanno mai

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Vaccini, brevetti e diritti umani. Intanto, aumenta il valore delle aziende produttrici

In un anno il valore di Novavax, azienda di biotecnologie quotata al Nasdaq, è aumentato del 2 mila per cento. Il titolo valeva 6 dollari nel gennaio 2020, ne vale 120 oggi. Novavax sta

mettendo a punto un nuovo vaccino contro il Covid 19. La sua è la performance borsistica più vistosa, ma non è l’unica. Le 45 case farmaceutiche quotate che stanno lavorando a un vaccino, in un anno hanno visto crescere il loro valore mediamente del 262%. Nell’elenco ci sono marchi ormai familiari come Biontech e Moderna, ma anche start-up conosciute solo dagli addetti ai lavori. Per quasi tutte – che siano quotate a Wall Street o a

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