Taglio parlamentari, c’è stata una ragionevole sforbiciata, non una rivoluzione

di Paolo Pagliaro

 Ci sono due importanti dati di fatto. Il primo è che per il referendum gli italiani hanno votato. Il secondo è che non hanno votato seguendo le indicazioni dei partiti. Sono due notizie positive ma che non devono sorprendere.

Il tasso di partecipazione degli italiani alla politica è tra i più alti. Dice l’Istat che il 64% delle persone parla di politica e il 72% si tiene informata attraverso i media. Quanto alle indicazioni dei partiti, esse erano in apparenza uniformi, tutte per il sì. In realtà, a parte i 5 Stelle, le esternazioni sono state così contraddittorie o timide da escludere che gli italiani possano esserne stati influenzati . Tra il si e il no non ci sono state guerre di religione o contrapposizioni ideologiche. E per i partiti – sempre con l’eccezione dei 5 Stelle – non sarà agevole intestarsi la vittoria.

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Referendum “Taglio parlamentari”: Zingaretti e il problema della seconda Camera

di Paolo Pombeni

Finalmente Nicola Zingaretti si è accorto, con molta cautela, che il vero nodo che si potrà porre dopo una eventuale conferma della riduzione dei parlamentari è la questione del Senato.

La decisione presa a cuor leggero di farne del tutto la fotocopia della Camera dei deputati per la verità non passa dalla riforma grillina, ma da quella, costituzionalmente indecente, dell’on. Fornaro (di LeU)

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Riduzione dei parlamentari: perché votare sì, oppure no al referendum confermativo

di Alessandro Cipolla

Entra nel vivo la campagna elettorale in vista del referendum sul taglio dei parlamentari, che si terrà il prossimo 20 e 21 settembre in una sorta di election day visto che le urne si apriranno anche per le regionali e il primo turno delle amministrative.

Nel dettaglio si tratta di un referendum confermativo dove non è previsto il raggiungimento di alcun quorum, con gli italiani che saranno c

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