Il forte retaggio delle discriminazioni. Un grido soffocato dalla leggerezza della società

di Roberta Croce

Il 25 novembre è stata la  giornata internazionale contro la violenza sulle donne voluta fortemente dall’ONU il 17 dicembre 1999. Presi dall’emergenza epidemiologica, l’evento passa

quasi in sordina. In Italia negli ultimi dieci mesi di lockdown, è stata uccisa una donna ogni tre giorni. Nell’ultimo anno morte ben 91 donne. Un fenomeno in costante aumento nel nostro Paese rispetto agli anni precedenti. Raccapricciante… I fatti di cronaca, mediaticamente rilevanti, fanno notizia, sviluppano la curiosità del momento. Ma quanto della sfera privata non emerge, per vergogna, paura, per retaggio culturale! Perché la società non ascolta.

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Alberto Manzi e la prima didattica a distanza. Ma oggi la DAD significa emergenza

di Letterio Licordari

Sessanta anni fa, il 15 novembre 1960, la Rai, che allora deteneva il monopolio delle trasmissioni radiotelevisive e che aveva un solo canale tv (la seconda rete partì il 4 novembre

1961), mandò in onda la prima puntata di un programma che divenne da subito uno strumento molto importante nella lotta all’analfabetismo in Italia. Non dimentichiamo che dalla fine della seconda guerra mondiale al 1960 erano trascorsi quindici difficili anni per riesumare le macerie e riavviare quell’Italia che da un paio di stagioni stava vivendo la prima fase del “miracolo economico”, ma il tasso di analfabetismo nazionale era pari all’8,3%,

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A scuola ritorna l’educazione civica per rivitalizzare i valori della legalità

di Francesca Rennis

L’educazione civica a scuola pretende e si prende i suoi spazi. Lo decide una legge, la n.ro 92 del 20 agosto 2019, integrata dalle Linee guida pubblicate il 22 giugno 2020 che delineano il quadro di riferimento per l’attuazione della legge stessa

nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Fin dal suo primo inserimento nel curricolo scolastico, nel 1958, era compresa come “ancella” all’insegnamento di Storia, per cadere nel dimenticatoio negli anni 70 e 80 quando emergeva forte l’esigenza di una riforma degli ordinamenti e riapparire nel 2008 nella formula “Cittadinanza e Costituzione” sempre all’interno delle aree storico-geografica e storico-sociale (Legge 30 ottobre 2008, n. 169).

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Coronavirus e dintorni. La scuola in trincea all’insegna della precarietà

di Annalisa Martino

La scuola non si tocca. La scuola deve ripartire. La scuola è tutto. La scuola è padre e madre. Evviva la scuola. Ecco, l’elogio alla scuola, quasi un po’ grottesco, in questi giorni di difficoltà diffusa, ci giunge da ogni dove.

Sembra che tutti, dopo il risveglio gioioso dai mesi bui del confinamento, dopo la rimozione estiva degli orrori della pandemia, abbiano scoperto il valore della scuola. Dalle istituzioni centrali a quelle più periferiche. Dall’uomo di potere all’uomo della strada. Dal professionista al manovale. Affermare quanto sia importante andare a scuola pare sia diventato un’inoppugnabile verità che tutti ripetono come un mantra. E forse ci credono anche.

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Sulla scuola soltanto fiumi di parole. Mancano ancora risposte chiare e certezze

di Pasquale Roppa

Negli ultimi giorni l’argomento SCUOLA pare sia diventato nel Paese l’oggetto di discussione più gettonato.  La scuola è presente e occupa uno spazio importante in ogni edizione dei Tg nazionali e locali.

Di scuola si discute nei programmi più disparati: televisivi e radiofonici. Pagine e pagine della carta stampata raccontano di scuola.  Nel web imperversa ogni sorta di diatriba sulla questione scuola. Senza parlare poi dei social dove sull’argomento si incontrano e si scontrano quotidianamente le idee più singolari e bizzarre. Sulla scuola, soprattutto, si azzuffano un giorno sì e l’altro pure chi è al governo del paese e chi sta all’ opposizione.

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Far ripartire la scuola è responsabilità del Paese per evitare un lockdown culturale

di Gabriele Petrone

Sulla riapertura della scuola si sta dicendo tanto, forse troppo. Del resto è del tutto naturale che su un tema che attiene praticamente alla vita quotidiana della società, si discuta e si senta la necessità di dire la propria.

Personalmente credo che bisogna però orientare il dibattito su alcuni punti fermi, primo fra tutti che  non ci si può permettere un lockdown del  futuro.

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Incomincia la scuola, come ogni anno. Sarà sempre uguale a sé stesso?

di Massimo Veltri

Per quante fotografie ci siano in giro, non poche, nessuna serve a darmi una se pur pallida idea di chi fossero stati nel tempo i miei compagni di banco.

Nessuno, non me ne ricordo nessuno, né se fossero gli insegnanti a scegliere e con quale criterio o noi in base a qualche alchimia casuale.

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Anno scolastico: sì disagi ma non gravi problemi. In Trentino la Uil bacchetta la Lega

di Astolfo Perrongelli

“L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni”.

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico a Vo’ Euganeo.

“Ci troviamo di fronte – ha ricordato il Capo dello Stato – a una sfida decisiva. Ripartire da Vò Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero Paese. Così come qui a Vò la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole

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