Un vaccino per Draghi a tutti i costi. E un partito degli scienziati e dei virologi

Non si scia fino al 5 marzo, ha decretato il ministro della Sanità. Nonostante le minacce di Salvini che aveva chiesto l’intervento del neo presidente del consiglio Draghi per frenare le preoccupazioni sul contagio del Comitato tecnico scientifico che affianca proprio il ministro della sanità. Sembra che il partito degli scienziati debba giocare un ruolo

importante nella nuova congiuntura politica, che vede le pulsioni leghiste contro le limitazioni da Covid ora al governo.
Nel corso di un seminario tenuto nei giorni scorsi, dal Forum Pietro Greco scienza e politica, sul caso Marche nella pandemia, il professor Andrea Crisanti ha insistito sulla necessità di un lockdown di almeno 3 settimane per poter realmente governare l’innesto della strategia dei vaccini nel quadro epidemiologico del paese, che rimane, ha spiegato, “molto preoccupante”. Non a caso su questa nuova emergenza sembra aprirsi il primo focolaio polemico nel nuovo governo Draghi. Il CTS del ministero della sanità, su sollecitazione del consigliere del ministro confermato

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Modifiche ai decreti sicurezza di Salvini: chiusa una delle pagina più buie del Paese

I decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini nel 2018 e 2019 sono stati profondamente modificati. E’una buona notizia per il nostro Paese che esce, almeno per adesso, dal tunnel della furia

oscurantista e razzista nella quale il leader della Lega lo aveva fatto precipitare. A raccontare quello che considero uno dei periodi più bui della storia repubblicana sono i dati: quadruplicate le aggressioni razziste, riprese con cadenza inquietante le rivendicazioni neofasciste e solo qualche debolissima difesa, estorta più che voluta, nei riguardi degli atti di omofobia, anch’essi aumentati in termini preoccupanti. Senza tenere conto dell’utilizzo personale e spregiudicato di quello che è il ministero

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Attentato a Nizza ed emergenza migranti. L’ignoranza e la malafede di Matteo Salvini

di Piero Innocenzi

Una profonda ignoranza della legge in generale e in particolare di quella che disciplina l’immigrazione, unita a molta malafede hanno spinto a dichiarazioni, ancora un volta senza capo né coda,

il leader della Lega Matteo Salvini che ha chiesto le dimissioni della ministra dell’Interno Lamorgese “responsabile” per aver lasciato libero il tunisino autore delle strage di Nizza dopo il suo sbarco, a settembre, a Lampedusa. Ignora Salvini che pure è stato anch’egli ministro dell’Interno, che le procedure di accoglienza, di quarantena, di identificazione nel Cie di Bari e di rilascio di un ordine di allontanamento dal territorio nazionale

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Lega. Giorgetti apre al dialogo con il “centro”. E a Salvini: “Basta parlare sempre di processi”

di Astolfo Perrongelli

“L’Europa esiste, piaccia o no, e per questo bisogna confrontarsi con chi comanda”. Con queste chiare e sibilline parole Il numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti, durante un discorso pubblico tenuto in uno dei tanti eventi e incontri organizzati

dal Carroccio in questi giorni a Catania, ha dato un taglio netto allo scetticismo europeo. E ha aggiunto: “L’Europa  va dove va il Partito popolare europeo; il Ppe va dove va la Cdu tedesca; si è aperta la corsa alla segreteria della Cdu, quindi il nuovo segretario condizionerà tutto. Io ritengo che il partito che governa in quindici regioni ed è primo in tutti i sondaggi, una Lega di governo, debba confrontarsi con chi comanda in Europa”. Un cambio di rotta netto dunque quello di Giorgetti che allontana la Lega dalle alleanze con i sovranisti europei.

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Caporetto per Salvini: perde pure in Toscana. E Zaia, in Veneto, lo umilia con la sua lista

di Astolfo Perrongelli

Il concetto più semplice e facile da comprendere lo ha espresso Selvaggia Lucarelli su Twitter: “In pratica Salvini è stato sconfitto pure dalla Lega”. Cosa significa ciò. Andiamo con ordine: mentre il cazzaro continua su Facebook

a parlare di vittoria (del centrodestra che governa 15 regioni su 20), in Veneto la lista dell’attuale e riconfermato presidente della Regione Zaia, ha avuto il triplo dei consensi di quelli della lista ufficiale della Lega, quella dove campeggiava la testa del capitone, tanto per capirci. Altra figuraccia, dunque. Addirittura, per la nuova sconfitta subita, c’è chi dice di avere visto nella redazione del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi cantare “O mia bela Madunina“.

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Dottoressa bacchetta Salvini: la mascherina? “Si autoassembri lei”. Poi fa flop da Telese

di Astolfo Perrongelli

Povero Salvini. In questo torrido squarcio di fine estate non gliene va bene una. Sondaggi a parte che vedono la Lega ancorata al 25% inseguita

dal Pd al 20%, il capitano de nojantri ogni qualvolta appare in tv oppure sale su un palco a sostenere i suoi candidati, come la Ceccardi, aspirante miss Toscana,

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Juventus e Salvini: il dibattito (da sdraio o lettino) che anima questa strana estate

di Giuseppe Mariconda

Spiaggia, sdraio (o lettino), ombrellone e la consueta passione: la discussione, il confronto con il vicino.

E non c’è distanza sociale (siamo tutti in costume e a torso nudo, gli abiti griffati sono rimasti nell’armadio…) né distanza fisica nonostante le norme. E’ bello discutere senza alzare troppo la voce e allora di che vogliamo parlare?

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