Un anno perso per tutti. E l’umanità, un valore che non riesce a essere contagioso…

Abbiamo fatto il callo alla morte. Come è avvenuto durante le guerre, come sono stati costretti a farlo i nostri soldati e i nostri genitori o nonni. Ritenevamo che il distacco dalla morte riguardasse qualcosa di fisicamente lontano, nell’Africa

irraggiungibile ma pur violentata dagli egoismi franco-europei o nelle aree mediorientali nelle quali il mondo ipocrita svolge “missioni di pace” facendo finta di non vedere il traffico di armi e molto altro. Un anno in preda al Covid, passando da allarmismi e improvvisazioni a episodi di assurdo negazionismo, con gli scienziati che, da scienziati, non hanno mai certezze ma i cui dubbi sono stati oggetto finanche di derisione da una politica, quella sì, incompetente e incapace, in Europa come negli Stati Uniti e in tutto il resto del mondo cosiddetto “evoluto”. Abbiamo visto sfilare bare sui camion militari, abbiamo sentito il freddo della paura e della morte, ascoltato il grido di Papa Francesco, abbiamo acceso speranze con i colori

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Pandemia, il vaccino AstraZeneca “conferma la sua efficacia sugli anziani con più di 70 anni”

Nuovi dati positivi sull’efficacia del vaccino AstraZeneca-Oxford che si aggiungono a quanto recentemente pubblicato da parte delle Autorità Sanitarie Scozzesi. Il Public Health England (PHE) ha infatti presentato i risultati

preliminari di uno studio condotto in Inghilterra su dati di real world nella popolazione over 70“, fa sapere in una nota la multinazionale.

“Le evidenze cliniche- prosegue il comunicato- derivate dall’utilizzo del vaccino AstraZeneca-Oxford in Scozia e Inghilterra su milioni di cittadini confermano che il vaccino è efficace nel prevenire in tutte le fasce di etàin particolare negli anziani, sia le ospedalizzazioni causate dall’infezione da covid che la malattia a tutti i livelli di gravità, integrando i risultati degli studi clinici registrativi. Questi dati, uniti alle caratteristiche del vaccino che consente di poter essere utilizzato senza particolari

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La nostra fiducia non deve andare agli scienziati ma nella scienza che deve emettere i suoi verdetti

La scienza non ha risposto a tutte le nostre domande sulla pandemia di coronavirus e sul modo migliore per sconfiggerla, ma – fa notare la filosofa Franca D’Agostini sul settimanale La Lettura – la gente dovrebbe capire che quando un ricercatore dice “non so” questo non è un segnale di resa, ma è il punto di partenza per ogni indagine scientifica.

In verità molto, moltissimo è stato fatto in questi dodici mesi, se oggi in Italia si possono somministrare già tre diversi vaccini ed altri si annunciano nel prossimo futuro. A una velocità impensabile la scienza sta riuscendo anche a correggere gli errori, che in qualche caso erano frodi. Enrico Bucci – nel suo libro “Cattivi scienziati”, Add editore, ricorda ad esempio che in 13 giorni è stato possibile abbattere la pseudonotizia scientifica pubblicata su «Lancet» riguardo la clorochina e il Covid-19. Si apprezza questo dato se lo si paragona agli anni che ci sono voluti perché la stessa rivista ritrattasse un’altra pubblicazione

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Pandemia, a farne le spese anche gli animali da compagnia. Troppi gli abbandoni di cani e gatti

A causa della pandemia c’è stato un aumento di abbandoni degli animali da compagnia. Il dato su base nazionale è davvero preoccupante. Si è passati da settemila a circa novemila nuove entrate nelle strutture, con una media di oltre cento cani al giorno. Per non parlare dei gatti abbandonati lungo le strade o nelle campagne.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che non esistono prove sulla possibilità di trasmissione fra animale e uomo e viceversa. Ha, però, consigliato di seguire le normali regole di igiene: pulizia delle zampe con specifiche salviette, pulizia delle mani dopo averlo toccato e nessun bacio. Gli animali, dunque, non  sono un vettore, né l’uomo lo è per loro. Il motivo principale dell’aumento degli abbandoni sembra sia dovuto ad una paura immotivata che gli animali possano trasmettere il virus.

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Prostitute e transessuali in fila alla mensa dei poveri. E aumentano gli abusi

Le donne e le trans costrette a vendersi sulle strade di Milano sono diventate, in questi mesi di pandemia, sempre più vulnerabili e ricattabili e quindi subiscono violenze e abusi ancora

maggiori che nel passato. Allo stato di schiavitù in cui sono tenute, che comprime se non annulla la loro libertà di avere relazioni al di fuori dell’ambiente che le tiene sotto scacco, si è aggiunto anche un livello di miseria materiale che non ha precedenti. Al punto che la gran parte di loro, il 70%, è dovuta ricorrere a forme di aiuto, come quello alimentare, di cui non aveva avuto bisogno prima. È il risultato dell’ultimo rapporto della Caritas Ambrosiana sulla prostituzione, e della ricerca condotta da Avenida, l’associazione che si occupa specificamente delle vittime di tratta.

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Bassetti: sbagliato non aver creduto prima nel vaccino russo, Sputnik V

Anche se questa volta si tratta di un vaccino, lo Sputnik V sembra ugualmente destinato ad andare in orbita. Dopo la pubblicazione

su The Lancet di una serie di dati che certificano la straordinaria efficacia del siero anti-Covid russo (che ridurrebbe i casi sintomatici del 96,1% e quelli gravi addirittura del 100%) si moltiplicano le “aperture” a livello internazionale per l’adozione del farmaco nelle campagne di copertura adottate da numerose nazioni. Se in ciò l’Argentina si è dimostrata avere la vista lunga, affidandosi allo Sputnik sin dal primo momento, adesso sempre più paesi si stanno

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Da Greta al Coronavirus. L’insostenibile costo ambientale della pandemia

L’indifferenza dei potenti del mondo o, meglio, la non-volontà oggettiva (malgrado i mille proclami) di salvare il pianeta dai guasti della nostra “civiltà” erano state rotte nel 2018 da

una teenager svedese, Greta Thunberg, che è da poche settimane maggiorenne, divenuta in breve tempo simbolo della lotta ai cambiamenti climatici. Non più tardi di due anni fa, il 15 marzo del 2019, ideò le manifestazioni di protesta degli studenti di tutto il mondo evidenziando la necessità di invertire la rotta su tutto ciò che riguarda l’ambiente, manifestazioni che si tennero in oltre

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La corsa al vaccino anti-pandemia tra business, geopolitica e (pochi) diritti umani

La corsa al vaccino si sta configurando come una competizione geopolitica, come fu “ la corsa allo spazio” che ha caratterizzato la Guerra Fredda.   La posta in gioco fondamentale anche

nella pandemia è il predominio sociale e culturale nella relazioni globali. L’affermazione del proprio sistema di comando sul sapere.  Cina, Russia e Stati Uniti, si trovano anche nella gestione del vaccino a intrecciare geopolitica e ideologia, interessi locali e ambizioni imperiali. L’Europa, esattamente come sta muovendosi nel campo digitale, cerca una terza via, condizionata dalla frammentazione politica e dalla pressione, decisamente più forte e consapevole, della società civile. 

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