Usa verso il futuro: dal mito americano al buio di Trump tra New deal e Beat generation

di Massimo Veltri

C’era, pure quando c’era il Pci: il più forte partito comunista dell’Occidente, chi al suo interno guardava agli Usa con rispetto e speranza, almeno per certi suoi aspetti di libertà e non poche effervescenze culturali.

Come non ricordare Pavese, Fernanda Pivano, Elio Vittorini, che guardavano Oltreoceano come un mondo da cui trarre in ogni caso occasioni e suggestioni utili per l’Italia e più in generale per il vecchio continente, uscito dal disastro della seconda guerra mondiale e da decenni di totalitarismi fascisti. Nel Politecnico Elio Vittorini pubblicò articoli su articoli sulla Tennessee Valley Authority,

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Che sia allegro, impegnato, un remake o originale, conta poco. Voglio andare al cinema

di Massimo Veltri

Ci sono generazioni che sono cresciute e si sono formate grazie al cinema, fra queste la mia certamente. Difficile dire come ebbe inizio: solo che verso la fine degli anni Cinquanta del ‘900, l’Italia uscita dalla guerra e dal fascismo,

il Mezzogiorno e le sue piccole città versavano in condizioni dalle quali tutto ricominciava, alla lettera. Il fascino delle immagini in movimento, la seduzione di storie inventate, il glamour di belle donne e uomini affascinanti, paesaggi da favola, il racconto vero e crudo del neorealismo si affiancavano ai fumetti e a qualche immagine sgranata rubata dai rotocalchi. Entrare in una sala cinematografiche

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Cosenza, la domanda sorge spontanea: e la qualità urbana post coronavirus?

di Mimmo Gimigliano

Da un po’ di tempo alcuni interventi su “casinistanews” stanno animando un dibattito su “cose d’urbanistica, Centro Storico, futuro della città”

ùcome le chiama Massimo Veltri e su “pillole di storia” come le agghinda Paolo Palma, che riguardano Cosenza. Mettono il dito su piaghe importanti: opere di infrastrutturazione, sviluppo, forma urbana.

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