Ballottaggi: un incoraggiamento per la maggioranza giallorossa

di Giuseppe Mariconda

Una tradizione che si rinnova. E’ dal 1993 dalla prima elezione diretta dei sindaci che il centro sinistra si aggiudica gran parte dei ballottaggi. Da qui la richiesta, sempre respinta, di proporre il doppio turno elettorale alla francese

anche per le elezioni politiche. Ma questo è discorso diverso e che ora sembra non valere più. La considerazione serve solo per riaffermare che il secondo turno, salvo rare eccezioni, si è sempre rivelato favorevole agli schieramenti di sinistra, di centro sinistra, o di progressisti. E la conferma è arrivata anche da questa tornata elettorale nei comuni superiori ai 15  mila abitanti e nelle città capoluogo. Unica eccezione di doppio turno

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Elezioni regionali. Un pareggio che qualcuno interpreta come una vittoria

di Giuseppe Mariconda

Tre per tre uguale tre. No, non è una estemporaneo, sbagliato ed astruso calcolo matematico, è soltanto l’estrema sintesi del voto del 20 e 21 settembre, quando si è votato (ecco ancora il tre…che torna) per il referendum costituzionale, per sette Presidenti di regione ed un migliaio di comuni. Insomma un voto per molti ma non per tutti.

Specifichiamo. Tre regioni al centro destra e tre al centro sinistra. Sostanzialmente un pareggio anche se in partenza erano quattro a due a favore della sinistra. Ma le aspettative e le previsioni, oltre i sondaggi, preannunciavano una debacle completa della sinistra, fino all’auspicio- speranza di un possibile sette a zero che avrebbe sacrificato sull’altare del “non rappresenta più il paese”, l’attuale maggioranza giallorossa di governo. Ma così non è stato.

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Al voto, al voto, per cambiare, oppure no, un sistema che non ha mai avuto pace

di Massimo Veltri

Affrontare il voto da qui a breve-in molte regioni (ben sette per diciotto milioni di elettori) e per il referendum confermativo della legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari-significa per alcuni aspetti

un ritorno alla normale vita del gioco democratico. Forse un salutare bagno dentro il tempo del virus, che almeno ci faccia distrarre dal bollettino quotidiano delle sei, dalla conta, dai DPCM, dal domani che verrà. Certamente un’immersione nella società liquida di Z. Bauman, nella volatilità dell’elettorato, nelle tecniche dei persuasori di massa più o meno occulti.

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Il Sud monarchico, grillino e poi leghista. I meridionali hanno perso del tutto la memoria

di Franco Laratta

Perché il Sud votò la monarchia? Perché dopo 85 anni di indegno regno, in cui la Corona sabauda aprì le porte al fascismo, i meridionali votarono in massa per la monarchia?

Forse voleva essere un segnale forte alla classe politica settentrionalista che marginalizzava il Sud. Forse una protesta contro un Nord guidato da Milano che aveva sempre penalizzato il Sud.

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Anno scolastico: sì disagi ma non gravi problemi. In Trentino la Uil bacchetta la Lega

di Astolfo Perrongelli

“L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni”.

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico a Vo’ Euganeo.

“Ci troviamo di fronte – ha ricordato il Capo dello Stato – a una sfida decisiva. Ripartire da Vò Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero Paese. Così come qui a Vò la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole

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“Sparerei ai migranti”, sul web la petizione che chiede le dimissioni di Calligaris

di Eugenia Di Meo

Io sono uno di quelli che gli sparerebbe a quelli lì, tranquillamente“. E’ la frase sfortunata, e per la quale a stretto giro si è scusato,

riferita ai migranti che il consigliere regionale della Lega del Friuli Venezia Giulia, Antonio Calligaris, ha pronunciato affrontando, uno dei pochi,

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