Le “Frattocchie”, la scuola che forgiò i grandi dirigenti del Pci. Ma che discriminò le donne

di Nicoletta Toselli

Correva l’anno 1944. Era ancora in corso la guerra quando venne avviato un progetto per un sistema di scuole atte a formare la futura classe dirigente del Partito comunista. Tutto ebbe inizio per volontà di Gramsci nel 1919 a Torino,

quando nascono i corsi della cultura e della propaganda socialista. Sarà poi Togliatti a dare impulso al disegno educativo. Obiettivo: attraverso l’alfabetizzazione passare da una generazione a un’altra la fiaccola della civiltà, combattere l’arretratezza culturale e prefigurare così la lotta rivoluzionaria. Sarà proprio il PCI a tentare, negli anni seguenti, di rappresentare il più grosso punto di riferimento di tutte le forze antifasciste.

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Lettera a uno studente universitario. “Scrivo a te dicendoti che vale la pena di studiare”

di Pierangelo Dacrema

Una lezione universitaria è una rappresentazione, e una grande lezione presuppone una grande interpretazione. E ciò non perché sia una recita, un fatto teatrale, una finzione più o meno riuscita, ma perché vi si racconta una parte

della vita, che va sempre meglio interpretata. Le conoscenze si tramandano, le generazioni parlano, comunicano. E uno dei punti più importanti di questa linea di dialogo è rappresentato dall’istituzione universitaria. Ma che cos’è oggi l’università? Il quesito non riguarda solo il mondo giovanile. Qualunque problema dei giovani, del resto, non è mai stato estraneo alle preoccupazioni dei più anziani,

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Stufe, combattive e resistenti: questa è la forza delle donne calabresi

di Antonella Veltri

Frequentemente mi chiedono: come sono le donne calabresi? Arrabbiate, mi verrebbe da rispondere. E anche stufe.

Stufe di ritrovarsi sempre agli ultimi posti delle classifiche nazionali quando si parla di occupazione e lavoro, per esempio, salvo non capacitarsi di come sia volata la giornata, perché in realtà lavorano moltissimo, dentro e fuori casa, ma il loro lavoro di cura continua a essere considerato semplicemente “un dovere”.

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Lavoro e social: fregatevene della qualità tanto contano soltanto i like

di Adriana Martinotti 

Quanto la realtà dell’informazione, dell’editoria e della condivisione di contenuti corrisponde a questa riflessione che Bill Gates fece nel 1996? 

La situazione attuale si riassume nell’affermare l’esatto contrario: “fregatevene della qualità tanto contano i like”. 

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Nel mondo, oltre 55 milioni, tra colf e badanti, rischiano di perdere il lavoro

di Chiara Ludovisi

Oltre 55 milioni di colf e badanti in tutto il mondo hanno perso o richiano di perdere il lavoro a causa della pandemia: è quanto rivela l’Ilo, che ha convocato rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro provenienti

da Repubblica Dominicana, Kuwait, Malaysia, Togo e Italia, in occasione del webinar ILO “International Domestic Workers’ Day: Making decent work a reality beyond COVID-19″.

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Quello che abbiamo imparato a vedere con il Coronavirus e che dovremmo continuare a vedere anche dopo

di Federica Roccisano

Dire che il Coronavirus ha modificato in maniera indelebile la vita di tutti noi, è ormai divenuta una banalità.

Tuttavia, è mia intenzione sottolineare come alcuni “fatti” importanti ed esistenti anche prima, sono divenuti visibili a tutti solo adesso.