Dalla Lega federalista a quella sovranista in nome di un Carroccio che nacque nel Sud

Uno degli ultimi sondaggi (Swg per il Tg La7) assegna alla Lega di Salvini il primo posto con il 23,1% delle preferenze, con uno 0,4% perso in una settimana. Il Pd è al secondo posto con il 18,3% (-0,5%). Terzo posto per Fratelli d’Italia, al 17,5% e che segna un +1,5% in una sola settimana.

Da notare che gli scostamenti tra Salvini e Meloni sono bilaterali e in continuo movimento, tanto da mettere in allarme i numeri al Senato. Un vivace via vai tra le forze politiche alleate che fa scrivere a LiberoQuotidiano.it: «Dopo il passaggio di Vincenzo Sofo, europarlamentare leghista doc che ha lasciato il Carroccio per approdare nei Conservatori e riformisti europei (l’eurogruppo a cui appartengono i Fratelli d’Italia). Ecco che potrebbe essere il turno di Ylenja Lucaselli. “Il Corriere della Sera” parla di un imminente addio della deputata a Fratelli d’Italia, questa volta a favore del partito di Matteo Salvini. A sua volta però Giorgia Meloni si prende la sua “vendetta”. Il leghista Gianluca Vinci, prima non ha votato la fiducia a Mario Draghi, poi ha annunciato di passare in FdI».

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Lamezia 2003-2007. Gli anni della “squadra”, tra giornalismo vero e umanità

Il Comune di Lamezia era commissariato per mafia (e te pareva…). I commissari (insediatisi il 20 novembre 2002, restano al Comune fino al 19 aprile 2005, il periodo di commissariamento più lungo della storia del Municipio lametino) erano: Giorgio Criscuolo, Paolo Pirrone

(che rimase innamorato della città) e Mario Tafaro. La guerra di mafia (la terza) nel 2003 era al culmine (era iniziata da 3 anni visto che il primo omicidio che scatenò la faida avvenne il 29 settembre del 2000). In mezzo alla guerra di mafia due omicidi eccellenti: quelli dell’avvocato Torquato Ciriaco (marzo 2002) e dell’imprenditore Antonio Perri (marzo 2003). La politica nostrana, in quel periodo, era più che altro impegnata a riposizionarsi

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Lamezia 2003-2007, anni difficili. A parlarne ora sembrano anni luce. Ma nulla è cambiato

La faida di ndrangheta, ma anche quella tra partiti politici,  al centro di quegli anni che di sicuro non possono essere indicati come la Primavera di Lamezia. Anche se quelli attuali sono assai peggiori dal punto di vista politico.

 Nelle redazioni si respirava poco. L’assenza di ossigeno era dovuta alle continue sirene in centro città, dov’erano concentrate le redazioni locali dei due giornali, Gazzetta del Sud e Il Quotidiano. Noi giornalisti avevamo un filo diretto con le forze dell’ordine, anche loro a lavorare (peggio di noi, vi assicuro) on the road e senza respiro. Informazioni sempre col contagocce, ma era la strada con la sua dura realtà a scandire le nostre giornate infernali.

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Lamezia 2003-2007. Un legame professionale e amicale che resiste. La città? Merita altro…

Il bello di poter gestire autonomamente o quasi un sito, è quello di poter scegliere argomenti e persone a cui chiedere commenti. Sono iscritto all’albo dei giornalisti da settembre 2000

ma pratico la professione, tra collaborazioni pagate e vita in redazione in nero, da oltre 30 anni. Si dice che giornalisti si nasce. E come disse il grande Totò, ritengo che io “lo nacqui”. Con questo, non voglio dire che sia un grande cronista o un bravo reporter oppure una prima firma. Anzi, si va avanti facendo casino col Casinista. Però, alcuni successi non sono mancati: per esempio, risultare tra i top Blog col Casinista per due

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Lamezia 2003.2007. Da sempre in politica. E il pensiero di poter essere un buon sindaco

Fino al 2005, non sono mai stato candidato in nessun tipo di elezioni. Eppure sono stato impegnato politicamente  anche con incarichi importanti sin da quando ero ragazzo. Mi ero

però  rimesso a studiare nella seconda metà degli anni 80 e mi sono laureato proprio qualche giorno prima che Occhetto facesse a Bologna nell’autunno del 1989 il discorso famoso sulla necessità di cambiare nome al PCI. Mentre  nascevano il PDS e Rifondazione Comunista diventavo insegnante e  studiavo  in modo da sostenere i concorsi per entrare stabilmente nella scuola. Negli anni successivi  insieme all’ insegnamento ho accompagnato non più  un’attività di partito o immediatamente politica ma nell’associazionismo, nel

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2003-2007. Lamezia e il ritorno alla normalità. Il voto del 2005: “Speranza” per la città

Il 2005 è l’anno in cui Lamezia torna a respirare nuovamente l’aria della democrazia. I lametini si recano nuovamente alle urne. È passato troppo tempo da quel dal 31 ottobre

del 2002, da quando la Città della Piana si era vista azzerare, per la seconda volta in dieci anni, l’attività amministrativa per infiltrazioni mafiose. In quegli anni scrivevo sulla politica lametina per “il Quotidiano”. Anni di grandi fermenti, anche editoriali. Non c’erano ancora i social media.  I giornali informavano i cittadini, sollecitavano e alimentavano il dibattito democratico.

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