La povertà reale e quella sommersa. La pandemia aiuta a combattere il lavoro nero

di Paolo Pagliaro

Per contenere i danni da coronavirus, l’Italia è il paese che, in percentuale sul Pil, ha speso di più. Sommando garanzie e prestiti, differimenti fiscali e sostegno diretto ai lavoratori, alle

imprese e alla sanità, ha speso molto più degli Stati Uniti, del Canada, della Francia, del Regno Unito. Secondo l’Ocse, sei volte più degli Stati Uniti per quanto riguarda ad esempio i prestiti a imprese e professionisti. Solo la Germania ha impegnato cifre analoghe alle nostre. Ma questo grande sforzo, che porterà il debito pubblico a rompere gli argini, in Italia non trova un corrispettivo adeguato nelle condizioni di vita delle famiglie.

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Le esposizioni ambientali potenzialmente dannose e le inadempienze dello Stato

di Stefania Valente

Il contrasto alla pandemia legata al Covid-19 sembra aver messo in secondo piano le altre questioni di interesse globale. Non si fermano, tuttavia, le azioni delle

Corti Europee ed Internazionali in materia di tutela ambientale. A distanza di pochi giorni dall’apertura di due procedure di infrazione contro l’Italia, quelle per l’inquinamento da PM 2,5 e rifiuti radioattivi, il 10 novembre 2020,  nella causa C-644/18 avente ad oggetto il ricorso per inadempimento promosso dalla Commissione Europea contro la Repubblica Italiana, la Corte di giustizia dell’Unione Europea, riunita in Grande Sezione,

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Il criminologo in Italia non esiste. Non è una professione ma al massimo una competenza

di Ezio Denti

Negli ultimi anni,  e solo attraverso i telefilm americani e soggetti che millantano tale professioni nei vari “talk show” italiani, è entrata, nel nostro immaginario culturale e sociale, la figura del “criminologo”.

Voglio specificare che in Italia, così come in Europa, il “criminologo” non è una professione riconosciuta; nel senso che non esiste una professione autonoma con un proprio ordine professionale e indipendente (come per i medici, gli psicologi, gli ingegneri etc etc); né esiste la criminologia come specializzazione distinta per alcuni professionisti, debitamente segnata all’interno di un già costituito albo professionale (come la cardiologia, o altra specializzazione, per i medici, o come la psicoterapia per gli psicologi).

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Bagni a mare, giri in centro e proteste. Nelle zone rosse assembramenti e scarsi controlli

di Astolfo Perrongelli

Italiana bella gente, soprattutto incoerente, capace di cambiare idea e opinione da un minuto all’altro. E’ accaduto con le mascherine, sta accadendo con le chiusure (per chi non lo avesse capito si parla di covid).

Chi voleva che le mascherine fossero indossate in ogni circostanza e chi invece le riteneva dannose. Ora sta capitando con le disposizioni sulle regioni. Guardando una cartina dell’Italia divisa in zone gialle, arancioni e rosse, ti capita di immaginare quella usata dai media americani durante la recente campagna elettorale. Solo che in quel caso i colori erano il blu dei democrat di Obama che con Bidem

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E dopo? Lacrime, sangue e tolleranza zero…

di Letterio Licordari

Il commento pubblicato a marzo sull’allora “Ilcasinista.com” fa parte del volume collettivo “Niente sarà come prima?” (primo dei Quaderni di Risorgimento Socialista)

assieme ad altri scritti di autorevoli saggisti, economisti, ricercatori, docenti, giuristi ed esponenti della politica e della società italiana. Lo riproponiamo attraverso la nuova veste del blog anche per lo sconcertante parallelismo tra la prima e la seconda ondata di massicci contagi che viviamo in questi tempi e che fa rimanere la domanda presente nel titolo decisamente attuale.

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Caso Google: antitrust e tasse da pagare. Ma c’è un giudice anche a Roma?

di Michele Mezza

La grande proletaria si è mossa, avrebbe commentato Giovanni Pascoli.  La discesa in campo della procura generale americana, che a Washington svolge anche funzione di controllo anti trust, contro

Google, apre uno scenario nuovo non solo nelle relazioni con i giganti della Silicon Valley , ma più in generale proprio nel ruolo degli stati e segnatamente di quello americano, non senza forse anche clamorose conseguenze nel nostro paese, in tempi di pandemia.
Proprio come Pascoli coglieva nei fremiti colonialisti del giovane stato italiano, nella sua prima uscita sullo scacchiere mediterraneo nel 1911, quando salutava l’impresa libica

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Prove di riflessione “sull’Universo Romanò”, tra storia e faziose discriminazioni

di Fiore Manzo e Luigi Bevilacqua

Le comunità Rom e Sinte, in Italia divise fra comunità di antico insediamento (XV secolo) e di recente migrazione venute dall’est Europa dagli anni ’70, sono  pensate mediante un agglomerato di stereotipi positivi (figli del vento, zingari artisti…)

e negativi (ladri, stregoni, incivili…)  presentandosi, al contempo, ipervisibili e invisibili (Giuffrè, 2014). Le stime ufficiali si aggirano fra le 110.000 e le 180.000 persone  di cui almeno 30.000 vivono in condizione di disaggio abitativo. Il nostro è, secondo una ricerca, il paese con il numero più alto ( l’ 83%), di persone che ha una opinione sfavorevole sulla minoranza romanì. È opportuno ricordare che «l’architettura legislativa», che riguarda queste comunità, è legata a fonti regionali e secondarie.

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Un milione di morti per malasanità nell’Ue. In Italia il migliore servizio sanitario

 di Nando Russi

“Nel 2016 due terzi dei decessi di persone con età inferiore ai 75 anni potevano essere evitati, rileva Eurostat. I dati rilanciano il dibattito sul sistema di salute pubblica già ripreso con la pandemia di COVID” e, come riporta un articolo

pubblicato da Eunews.it, portale di informazione on line diretto da Lorenzo Robustelli a Bruxelles, l’Italia ne esce a testa alta.

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