La convenzione di moratoria, strumento indispensabile per uscire dal tunnel

Tutti gli avvenimenti che interessano ampi strati della società e, quindi, dei cittadini sono intimamente connessi, sicché gli effetti del loro verificarsi si riverberano sugli altri. In particolare tutti hanno delle ripercussioni – positive o negative – sull’economia e sulla finanza.

La crisi pandemica in atto – com’è noto – è diventata anche crisi economica e finanziaria. Le chiusure, che hanno interessato l’intero Paese, per un verso hanno creato delle oggettive difficoltà produttive a quasi tutte le imprese e per l’altro hanno determinato una notevole contrazione dei consumi. Da ciò si evince facilmente che sono diminuite – e talvolta addirittura azzerate – le capacità di reddito sia dei privati cittadini e sia delle imprese.   Poiché è risaputo che gli impegni finanziari assunti si onorano con il reddito prodotto e più specificatamente con le risorse finanziarie che tale reddito determina, è ovvio che in questo contesto si è ridotta la capacità dei soggetti indebitati di far fronte al rimborso dei loro obblighi debitori.

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Le solite lobby mascherate da sostenitori della ripresa con gli interventi mirati a chi lavora

Lo stato di difficoltà delle imprese, soprattutto di quelle medio-piccole, che comporta anche risvolti occupazionali e ricorso agli ammortizzatori sociali, si sta manifestando più attraverso forme isolate ma generiche e “populiste” di protesta

che con l’individuazione delle cause di non attuazione del “Decreto Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23 convertito nella L. 40 del 5 giugno 2020) che, per effetto della Legge di Bilancio (n. 178 del 30 dicembre 2020) è ora prorogato sino al 30 giugno di questo anno. Non sono poche le difficoltà incontrate dalle imprese riguardo all’ottenimento dei benefici e, soprattutto, delle garanzie SACE, essendosi arroccato il sistema bancario, nonostante le indicazioni e le “aperture” previste legate essenzialmente alla difficile situazione in atto per la pandemia, su posizioni alquanto rigide che, in alcuni casi, anticipano l’ulteriore giro di torchio previsto dagli standard di “Basilea 4”, che saranno operativi nel prossimo anno.

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Smart working, una novità dirompente e misconosciuta nella lunga pandemia

di Massimo Covello

Lo smart –working ovvero il “lavoro agile” in  teoria è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli di orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli, e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Sempre in teoria è una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e di lavoro, consentendogli di lavorare solo per alcuni giorni

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Il “Dl Rilancio” è legge. Conte soddisfatto. Ecco il pacchetto da 55 miliardi

di Francesco Gro

“Non è questo il tempo dei rinvii, ma delle decisioni. L’Italia deve correre” Alquanto chiaro il messaggio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo l’approvazione definitiva del Dl Rilancio. In un breve post su Facebook,

THE CASINISTA PICS

spiega che “Il “decreto rilancio” è stato definitivamente convertito dal Parlamento ed è legge dello Stato. Nelle prossime ore  il “decreto semplificazioni” sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In queste settimane abbiamo definito i dossier

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Voglia di futuro, Mediocredito centrale ha concesso seicentomila prestiti

di Paolo Pagliaro

 “Il Covid è stato l’analista del Paese, ha detto la verità sulla sua struttura produttiva, sulla sua fragilità ma anche sulla sua incredibile capacità di resilienza”. Sintetizza così il bilancio di questi tre mesi Massimiliano Cesare,

presidente del Mediocredito Centrale, la banca del Tesoro che sta gestendo i prestiti (fino a 30 mila euro garantiti al 100% dallo Stato) erogati dal decreto liquidità per affrontare l’emergenza coronavirus.

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