Il Recovery come la Champion’s, per l’Europa serve una squadra

Confronto, tattica, strategia, rigore, realizzazioni: in politica come nel calcio. Si studia, si tenta di scoprire i lati deboli dell’altro e poi si colpisce. E in Europa, si gioca una partita decisiva: il Recovery fund diventa la Champion’s. Risorse,

ripresa, programmazione, investimenti. E allora: se provassimo ad immaginare la formazione del governo come quella di una squadra di calcio? Scegliamo i vari tasselli e vediamo di comporre il mosaico. Non sembra una impresa ardua. Almeno sulla carta. Il presidente pro tempore ( come quello Barcellona dove sono i soci che lo eleggono, a scadenza… Sergio Mattarella decide di convocare il tecnico più preparato, Mario Draghi. Il solo, forse, che sa badare – contemporaneamente – alla società, alla finanza, agli equilibri avanzati, innovativi e moderni ma anche a quelli, come dire, un po’ datati, tradizionali e forse anche conservatori.

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Il Partito democratico ad un bivio: nuova attrazione o vecchi intrighi?

L’interrogativo è semplice quanto attuale: riuscirà il nuovo segretario del Partito democratico a renderlo un partito…alLETTAnte? Il calembour, per quanto gracile, serve a sdrammatizzare una situazione esplosiva che si trascina dal 2007,

anno della fusione (molti sostengono “ a freddo”…) tra  Democratici di sinistra (Ds) – eredi del PDS (Partito democratico della sinistra, che -come diceva Il manifesto-aveva sepolto il vecchio Partito comunista sotto una quercia…) e della Margherita, anch’essa giovane formazione liberale e riformista figlia del Partito popolare italiano, che aveva “scudato” la vecchia Democrazia Cristiana dopo i disastri di Tangentopoli. Dunque l’idea, che poteva e doveva essere vincente, era quella di formare un polo progressista, che mettesse insieme culture e  tradizioni socialiste e cattoliche, con vocazione maggioritaria. Ovvero superare le frammentazioni. E qui il primo grande paradosso, come dimostrano i recenti fatti. Le anime politiche diverse anziché fondersi si sono sedimentate, cristallizzate, stratificate. E richiamano i vecchi partiti di origine. Più che sulle divisioni culturali ed ideologiche, di metodo e di strategia, come avveniva nel vecchio PCI, partito

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Perché questo “annus horribilis”? Adesso pensiamo al futuro con entusiasmo

di Giuseppe Mariconda

La domanda è semplice: perché questo “annus horribilis” che neanche il più fantasioso sceneggiatore di film horror avrebbe potuto immaginare?

La risposta è multipla. C’è chi attribuisce il tutto ad una “vendetta divina”, chi alla dura risposta della natura “violentata”, chi alle fasi lunari e malumori mercuriali, e potremmo continuare con tante altre considerazioni ex post, scomodando perfino i punti più bassi dell’”indice ciclico” di Andrè Barbault, oppure Saturno in conflitto con Plutone e Giove che, alla fine, ricompare su tutti, per congiungersi con Saturno e chiudere così un ciclo di 240 anni, iniziato con la Rivoluzione francese ed il cambiamento epocale…Gli studiosi, gli esperti leggendo queste righe inorridiranno, un po’ meno gli astrologi, evidentemente distratti. Certo tornano in mente e fanno effetto le parole scritte da una sensitiva, Sylvia Browne, una decina di anni or sono e che raccontano, nell’anno “palindromo”, della necessità di mascherine e guanti di gomma per una patologia che attacca canali bronchiali.

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Diego e i suoi fratelli: una lunga storia d’amore

di Giuseppe Mariconda

“CUANDO DIEGO NACIO’, DIOS LE PUSO LA MANO EN LA ESPALDA E Y LE DIJO: TU’ JUGARÀS AL FUTOBOL”

“Quando nacque Diego il Padreterno gli mise la mano sulla spalla e gli disse: tu giocherai a pallone”. Raul Maradona, detto Lalo, di sei anni più giovane di Diego,

è a Granada, sintetizza così il talento del fratello fresco vincitore del primo scudetto nella storia del Napoli. Siamo nel 1987, a passeggio nell’Alhambra, una delle sette meraviglie del modo, da qualche anno patrimonio dell’Umanità. Nella città andalusa tra le montagne della Sierra Nevada, è arrivato da poco. Allenato da Joaquin Peirò (indimenticata ala destra spagnola che consegnò all’Inter di Herrera una Coppa dei Campioni) tenta senza grossa fortuna di seguire le orme del fratello nel calcio europeo. Durerà poco, solo qualche mese, poi tornerà oltre oceano.

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Ballottaggi: un incoraggiamento per la maggioranza giallorossa

di Giuseppe Mariconda

Una tradizione che si rinnova. E’ dal 1993 dalla prima elezione diretta dei sindaci che il centro sinistra si aggiudica gran parte dei ballottaggi. Da qui la richiesta, sempre respinta, di proporre il doppio turno elettorale alla francese

anche per le elezioni politiche. Ma questo è discorso diverso e che ora sembra non valere più. La considerazione serve solo per riaffermare che il secondo turno, salvo rare eccezioni, si è sempre rivelato favorevole agli schieramenti di sinistra, di centro sinistra, o di progressisti. E la conferma è arrivata anche da questa tornata elettorale nei comuni superiori ai 15  mila abitanti e nelle città capoluogo. Unica eccezione di doppio turno

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Elezioni regionali. Un pareggio che qualcuno interpreta come una vittoria

di Giuseppe Mariconda

Tre per tre uguale tre. No, non è una estemporaneo, sbagliato ed astruso calcolo matematico, è soltanto l’estrema sintesi del voto del 20 e 21 settembre, quando si è votato (ecco ancora il tre…che torna) per il referendum costituzionale, per sette Presidenti di regione ed un migliaio di comuni. Insomma un voto per molti ma non per tutti.

Specifichiamo. Tre regioni al centro destra e tre al centro sinistra. Sostanzialmente un pareggio anche se in partenza erano quattro a due a favore della sinistra. Ma le aspettative e le previsioni, oltre i sondaggi, preannunciavano una debacle completa della sinistra, fino all’auspicio- speranza di un possibile sette a zero che avrebbe sacrificato sull’altare del “non rappresenta più il paese”, l’attuale maggioranza giallorossa di governo. Ma così non è stato.

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