Dobbiamo recintare il virus, il vaccino da solo non è in grado di fare miracoli

Per fare la frittata bisogna rompere le uova. In Europa non vogliamo nemmeno toglierle dal frigorifero. La sospensione del vaccino AstraZeneca, insieme alla precarietà del piano delle consegne di Pfizer e Moderna, apre una voragine nella strategia contro il contagio.

Negli Stati uniti è cambiata la politica per vincere la guerra: da Trump a Biden, da una visione negazionista ad un new deal roosveltiano. In Europa vogliamo procedere gradualmente senza turbare equilibri ed abitudini, soprattutto senza alterare poteri e primati.
Siamo dinanzi ad un’emergenza senza pari. Chi già  si faceva i conti per la prossima crociera estiva dovrà ricredersi. Tempi lunghi e purtroppo ancora lunghe liste di vittime. Non si tratta solo di correre con i

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Alberto Manzi e la prima didattica a distanza. Ma oggi la DAD significa emergenza

di Letterio Licordari

Sessanta anni fa, il 15 novembre 1960, la Rai, che allora deteneva il monopolio delle trasmissioni radiotelevisive e che aveva un solo canale tv (la seconda rete partì il 4 novembre

1961), mandò in onda la prima puntata di un programma che divenne da subito uno strumento molto importante nella lotta all’analfabetismo in Italia. Non dimentichiamo che dalla fine della seconda guerra mondiale al 1960 erano trascorsi quindici difficili anni per riesumare le macerie e riavviare quell’Italia che da un paio di stagioni stava vivendo la prima fase del “miracolo economico”, ma il tasso di analfabetismo nazionale era pari all’8,3%,

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Pandemia, profitto e logica degli interessi convergenti nella gestione della accoglienza

di Rino Muoio

Il covid19, l’ha capito anche chi ostenta un certo, potremmo definire, “censo immunitario” non conosce ostacoli e riserve.

Tutti, indistintamente, siamo a rischio, compresi ovviamente i migranti e i rifugiati ospitati nei centri di accoglienza e detenzione italiani. Va subito detto, tuttavia, che, secondo le prescrizioni introdotte in questi mesi dal governo e dalla presidenza del Consiglio per decreto, chi arriva in Italia, via mare o via terra, e risulta essere irregolare, deve essere immediatamente sottoposto a test per accertarne l’eventuale contagio.

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Le eccezioni e la regola: ecco alcune considerazioni sullo stato di emergenza

di Paolo Pombeni

Ormai negli ultimi anni dell’attuale fase politica abbiamo esaurito tutti gli aggettivi che descrivono i dibattiti in corso: lunari, stellari, senza capo ne coda, improvvisati e via elencando.

Vale ovviamente anche per la questione della proroga dello stato di emergenza improvvidamente buttata lì dal premier Conte e poi subito ridimensionata, pasticciata e quant’altro (ma nessuno gli ha insegnato l’opportunità di pensare prima di aprire bocca?).

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