Le donne sono più brave nelle materie scientifiche ma vengono discriminate

Si iscrivono e si laureano in massa nelle materie scientifiche, prendono voti migliori, ma sul mercato del lavoro continuano a essere ancora scartate. Sono le donne, che in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica riescono meglio degli uomini,

ma quando si tratta di essere scelte per un impiego riemerge quel “gender gap” che le penalizza ormai storicamente. Questo il risultato di una ricerca dell’Osservatorio Talents Venture di Milano che ha esaminato una miriade di dati provenienti dal Ministero dell’Università, ma anche Eurostat, Almalaurea e altre fonti autorevoli italiane e dell’Ue. Si tratta del rapporto tra ragazze e Stem, le facoltà universitarie scientifiche, in cui le italiane col 17,7% superano la media europea del 16%, facendo restare indietro nazioni come Svezia (16%), Francia (15%) e Spagna (13%). “Superare il gap esistente fra uomini e donne nella scienza e nella ricerca è fondamentale per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti, realizzando gli obiettivi di Agenda 2030 fissati dalle Nazioni Unite”, dice Vittoria Pompò, presidente del Coordinamento donne nel Mondo con sedi in Italia, Austria e Albania.

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Fiducia a Conte. Le “allegre comari di Windsor” nella crisi al Senato

Nella seduta del 19 gennaio scorso al Senato i protagonisti assoluti della giornata, sotto tutti i punti di vista, non sono stati né Conte, né Renzi, né Salvini e neppure altri maschietti, ma le donne, brillanti autrici di performanti  azioni.

Iniziamo con la radicale storica, Emma Bonino, che ha votato contro il governo affermando: «Ci serve in questi tempi un governo forte e responsabile, il suo non lo era prima e a maggior ragione non lo sarà domani. Non difendo Renzi, che egocentrico come è non apprezzerebbe comunque, ma queste questioni erano aperte da ben prima dello strappo di cui tanto vi siete stupiti». 

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Il forte retaggio delle discriminazioni. Un grido soffocato dalla leggerezza della società

di Roberta Croce

Il 25 novembre è stata la  giornata internazionale contro la violenza sulle donne voluta fortemente dall’ONU il 17 dicembre 1999. Presi dall’emergenza epidemiologica, l’evento passa

quasi in sordina. In Italia negli ultimi dieci mesi di lockdown, è stata uccisa una donna ogni tre giorni. Nell’ultimo anno morte ben 91 donne. Un fenomeno in costante aumento nel nostro Paese rispetto agli anni precedenti. Raccapricciante… I fatti di cronaca, mediaticamente rilevanti, fanno notizia, sviluppano la curiosità del momento. Ma quanto della sfera privata non emerge, per vergogna, paura, per retaggio culturale! Perché la società non ascolta.

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Storie di piccole, grandi donne che hanno cambiato il mondo: Malala, Muzoon ed Emma

di Margherita Corriere

Di piccole grandi donne che, con il loro esempio attivo e costante, stanno migliorando il mondo ce ne sono numerose. Questa volta parlerò di tre di loro, che si sono distinte per la promozione di diritti fondamentali per l’umanità, quali il diritto allo studio e il diritto alla vita.

Malala non è stata fermata da quei tre colpi di pistola sparati nell’ottobre 2012 contro di lei, perché i talebani consideravano un grosso pericolo la sua passione per lo studio e la lettura. Ce l’ha fatta, è andata avanti nella sua battaglia civile a favore dell’educazione e libertà femminile, che da tempo, coraggiosa e ferma, combatteva apertamente contro i talebani.

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Così la spietata nera mietitrice nascose i suoi esecutori sotto un malefico mantello: covid-19

di Elisa Stella

Analisi del comportamento della criminalità in un periodo che non ha precedenti: il 70% dei 149 omicidi commessi in ambito familiare ha avuto donne come vittime; una quota salita al 75,9% durante il periodo di lockdown. Il virus ha inciso anche sui crimini commessi sul web 

“Mi muovevo in reparto in una situazione mai sperimentata prima, le persone arrivavano in ospedale spaventate, allarmate ed io tenacemente investivo tutta la mia energia. Non potevo certo tirarmi indietro, ad ottobre mi sarei laureata proprio in medicina con l’impegno etico e morale di aiutare tutti. Raccontavo dell’emergenza sanitaria ai miei cari e cercavo di incoraggiare i miei colleghi. 

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Eccellenze in rosa: tre donne coraggiose per la crescita e lo sviluppo della regione

di Margherita Corriere

La Calabria è una terra meravigliosa che ha dato i natali  a donne speciali, che sono state da esempio  per il sorgere di una nuova  migliore società, dove ci si è resi conto finalmente che quello che conta non è essere uomo o donna,

ma persona da rispettare e salvaguardare per le sue peculiarità e per  l’apporto che dà alla crescita socio-culturale e scientifica  di una collettività.

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Stufe, combattive e resistenti: questa è la forza delle donne calabresi

di Antonella Veltri

Frequentemente mi chiedono: come sono le donne calabresi? Arrabbiate, mi verrebbe da rispondere. E anche stufe.

Stufe di ritrovarsi sempre agli ultimi posti delle classifiche nazionali quando si parla di occupazione e lavoro, per esempio, salvo non capacitarsi di come sia volata la giornata, perché in realtà lavorano moltissimo, dentro e fuori casa, ma il loro lavoro di cura continua a essere considerato semplicemente “un dovere”.

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PARITA’ DI GENERE. FONDAMENTALE PERCORSO DI EMANCIPAZIONE E LIBERAZIONE

di Andreina Bisich

Nel nostro Paese si parla spesso di parità di genere, ma le “disparità” rimangono e sono evidenti ogni giorno. Differenze ataviche,

che non si riferiscono solo agli ultimi secoli, e che solo negli ultimi decenni sono state in parte abbattute o ridimensionate, se si pensa che il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto con un decreto del 30 gennaio del 1945 (il Paese era ancora in guerra)

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