Credo in una nuova generazione più attenta e più cosciente sui problemi del mondo

di Stefano Vaccara

Siamo tutti in attesa che l’anno “horribilis” 2020 finisca e che il 2021 possa annunciare il ritorno alla “normalità”. Invece non sarà così. Almeno io non mi aspetto che si

tornerà mai al mondo di prima della pandemia. Questo però non significa che sarà peggiore, soltanto che poco o nulla sarà come prima. Anche se abbiamo da pochi giorni ottenuto il vaccino, ci vorranno ancora mesi prima che si noteranno gli effetti, aspettiamoci quindi che gennaio e febbraio saranno più luttuosi di dicembre. Ma seppur spaventato dal coronavirus, resto ottimista per il futuro. Dalla Seconda Guerra Mondiale uscì la “great generation” di americani ed europei che ci portò espansione di benessere e opportunità. Dalla tristezza dei “lockdown” (ma sempre meglio dei rifugi sotto i

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Dal coronavirus pretendo la cura per ritornare a ridere e ad essere immuni dall’indifferenza

di Roberto Riccardi

Qualcuno dice che la sofferenza ci rende migliori e più forti di prima. Per altri invece è l’esatto contrario, ci corrode e avvilisce la nostra anima. Io so che voglio… VOGLIO: il CONTAGIO dell’allegria.

Quella risata CONTAGIOSA che ci prendeva in classe e passava in un lampo da un banco all’altro, oltre gli occhiali della maestra, e nessuno se ne chiedeva la ragione, nessuno ne ricordava l’origine, o chi fosse il PAZIENTE ZERO di tanta contentezza. Ma tanto non era quello, che contava davvero:

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Da Trento a Londra per studiare e combattere il covid-19: ecco la storia di Ilaria Dorigatti

di Patrizia Arcuri

In prima linea, nella lotta al coronavirus, per cercare di capire e dare a tutto il mondo una speranza. Lei è Ilaria Dorigatti, ricercatrice trentina di stanza a Londra. Classe 1983, laurea e dottorato in matematica all’Università di Trento, lavora nella City

da quasi 10 anni, presso il Centro per l’analisi globale delle malattie infettive globali del prestigioso Imperial College. Da quasi tre mesi il suo lavoro è focalizzato sullo studio del virus SARS-CoV-2. “Mi occupo di modelli matematici per capire le dinamiche della trasmissione delle malattie infettive. Un obiettivo delle mie ricerche è quello di identificare gli interventi che possono controllare o mitigare epidemie, come ad esempio quella in corso da Covid-19. Si tratta di creare una sorta di zuppa di batteri e antibatteri e scoprire se c’è la possibilità di bloccare il virus ”.

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“Lavora” a Modica, poi in Umbria: escort con covid19, rischia di creare focolai e divorzi

di Astolfo Perrongelli

Una “bocca di rosa” che invece di portare l’amore probabilmente infetta una decina di persone: Questa non è la storia di “Bocca di rosa”, ma è quella di una escort che, asintomatica prima, positiva poi,

esercita la professione più antica del mondo in quel di Modica, ridente e solare cittadina sicula…. Senza che i suoi concupiti siano a conoscenza del suo stato.

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