Parla D’Alema: “Quelli che hanno messo in crisi il governo sono dei fuoriusciti organizzati”

”Anche quelli che hanno messo in crisi il governo sono dei fuoriusciti. Sono dei fuoriusciti organizzati. Non hanno un mandato parlamentare, nessun cittadino ha votato

per Italia Viva…”. Lo ha detto Massimo D’Alema, ospite di ‘Porta a Porta’, parlando dello strappo dei renziani. “E’ inutile discettare. Il governo vive un momento difficile, ma dove sono le alternative?”. Il governo attuale, aggiunge, “ha molti problemi, non c’è dubbio, ma è il governo possibile”. ”Non vedo alternative in questo momento visto che l’opposizione propone di fare le elezioni domani. Credo che tutto sommato

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Si chiamano “Europeisti” i gruppi a sostegno di Conte. Scacco matto a Renzi?

C’era chi pensava che fosse tutto finito. Che Conte se ne sarebbe tornato nella sua Puglia. Insomma, che l’avrebbe spuntata il rottamato Renzi. Invece, ecco la notizia. O meglio la conferma:

si chiama ‘Europeisti Maie-Centro Democratico’ il gruppo al Senato dei ‘responsabili’ per sostenere il governo Conte ter. E’ stata raggiunta, dunque, la decima firma. Poi è la volta di quello della Camera. I ‘papabili’ componenti della nuova formazione centrista si sono riuniti in un ‘luogo neutro’, non a palazzo Madama, Nella gestazione del gruppo si è parlato di ‘tre sorprese’, ovvero di tre nomi considerati ‘insospettabili’. La nascita delle nuove formazioni

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Fiducia a Conte. Le “allegre comari di Windsor” nella crisi al Senato

Nella seduta del 19 gennaio scorso al Senato i protagonisti assoluti della giornata, sotto tutti i punti di vista, non sono stati né Conte, né Renzi, né Salvini e neppure altri maschietti, ma le donne, brillanti autrici di performanti  azioni.

Iniziamo con la radicale storica, Emma Bonino, che ha votato contro il governo affermando: «Ci serve in questi tempi un governo forte e responsabile, il suo non lo era prima e a maggior ragione non lo sarà domani. Non difendo Renzi, che egocentrico come è non apprezzerebbe comunque, ma queste questioni erano aperte da ben prima dello strappo di cui tanto vi siete stupiti». 

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Grandi e piccole bugie. Li mejo ciarlatani: Salvini, Meloni, Renzi e Boccia. Ma pure Conte

 Il sistema di tracciamento dei contatti “sta funzionando bene”, disse Giuseppe Conte un paio di mesi fa. Dichiarazione improvvida, perché l’app Immuni è in realtà un fallimento. “Con la

lotteria degli scontrini lo Stato può spiare i cittadini”, ama ripetere Giorgia Meloni: falso anche questo, perché la lotteria non consente il tracciamento degli acquisti e non consente di risalire all’identità del consumatore.
Le parole di Conte e Meloni concorrono al premio per la peggiore dichiarazione di un politico italiano nel 2020. Il concorso è indetto dal sito di fact checking Pagella Politica che ha

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Bellanova guerrigliera di carta, insulti sul web. Conte bacchetta Boschi sul Recovery fund

La Bellanova fa la guerrigliera, annuncia che il governo è giunto al capolinea. Ma riceve una marea di insulti sul suo account di Facebook.

Ma a farne le spese è anche la preferita del divin cazzaro Renzi, ovvero Maria Elena Boschi. Che ha ricevuto una

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Abbiamo bisogno di una grande leadership. Troppo potere ai presidenti di regione

di Paolo Pombeni

Quel che la pandemia sta mettendo in mostra è la debolezza della attuale classe dirigente politica nazionale in termini di capacità di leadership. Ci si lamenta dell’eccessivo peso che hanno guadagnato i presidenti di regione,

ma al vertice di alcune regioni ci sono persone che hanno mostrato capacità di leadership notevoli. Non c’è un politico nazionale paragonabile con la determinazione con cui Kompatscher si sta confrontando con i problemi della sua provincia autonoma, nonostante i non pochi problemi che pone un lockdown deciso in una zona che dipende molto dal turismo invernale.

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Il grande dubbio amletico è: quanto consenso è ancora in grado di rastrellare il M5S?

di Paolo Pombeni

Con l’arrivo di settembre ricomincia la vita normale: basta guardare alla programmazione televisiva che riprende con le trasmissioni consuete. Così è anche per la politica, ma quest’anno tutto è più complicato del solito.

C’è l’incognita sull’andamento dell’epidemia che ha ripreso ad espandersi, quella sugli assetti dell’economia ma soprattutto quella dell’esito della tornata delle amministrative e del referendum costituzionale del 20-21 settembre.

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L’Italia deve prendere subito il Mes. Il “Recovery fund” resta una soluzione per il 2021

di Lorenzo Robustelli

“L’Italia vuole che il Recovery fund europeo sia di 750 miliardi, 500 dei quali a fondo perduto? L’Italia vuole che questo programma parta al più presto? L’Italia vuole davvero far fronte alle difficoltà in cui versano

i suoi imprenditori e i suoi lavoratori? Allo si prenda questi 36 miliardi del MES, in questo momento sono la miglior tattica negoziale

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