I dossier sospesi per la crisi: “ristori”, cartelle esattoriali, licenziamenti. Grazie Renzi

Mentre la crisi politica imperversa, due provvedimenti cruciali per la tenuta del sistema economico italiano rimangono in sospeso. Si tratta del nuovo decreto Ristori – che vale 32 miliardi: una cifra

superiore a quella di una normale finanziaria – e del nuovo rinvio per le notifiche di cartelle esattoriali e pignoramenti. Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il governo rimane in carica per sbrigare solo gli affari correnti, una categoria in cui rientrano i provvedimenti d’emergenza legati alla pandemia. A livello informale, fonti dell’esecutivo hanno confermato infatti che i due interventi saranno varati la settimana prossima, forse in un unico contenitore.

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Cartelle esattoriali, non sempre si ha diritto alla sanatoria. Lo ha deciso la Cassazione

di Francesco Gro

Niente sanatoria per le cartelle di pagamento con più carichi omogenei sotto i 1.000 euro. “In pratica, il criterio che era stato diffuso fino a ieri era il seguente:

se una cartella contiene 10 debiti da 500 euro ciascuno, essendo tutti inferiori ai 1.000 euro potevano essere annullati.

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