Fiducia a Conte. Le “allegre comari di Windsor” nella crisi al Senato

Nella seduta del 19 gennaio scorso al Senato i protagonisti assoluti della giornata, sotto tutti i punti di vista, non sono stati né Conte, né Renzi, né Salvini e neppure altri maschietti, ma le donne, brillanti autrici di performanti  azioni.

Iniziamo con la radicale storica, Emma Bonino, che ha votato contro il governo affermando: «Ci serve in questi tempi un governo forte e responsabile, il suo non lo era prima e a maggior ragione non lo sarà domani. Non difendo Renzi, che egocentrico come è non apprezzerebbe comunque, ma queste questioni erano aperte da ben prima dello strappo di cui tanto vi siete stupiti». 

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Assalto al Congresso Usa, l’informazione alla camomilla del Tg2 svegliata, poi, dalla realtà

Come tanti la sera dell’Epifania ho visto la diretta dell’assalto al Capitol Hill. L’ho seguita su una rete che non vedo mai, il Tg2, che mi dicono sia a trazione leghista. All’inizio, per quanto la situazione apparisse grave, sembrava un normale servizio di informazione. C’era la

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Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno

di Bruno Gemelli

Il lockdown primaverile è stato differente da quello autunnale. Almeno per me. Tutto iniziò il 5 marzo e durò due mesi pieni nei quali il Sud guardò, disciplinato, con sufficienza la

Bergamasca. La pandemia ci colse di sorpresa e tante settimane dovemmo sorbirci tal Giulio Gallera che pontificava da Milano. Io ebbi difficoltà, almeno per i primi quindici giorni a trovare l’occorrente. Cioè, mascherine, che supplivo con le mie improbabili pashmine, gel, guanti. Con il caldo s’allentarono le prudenze con quello che conseguì. Il Sud, nel frattempo, raggiunse il Nord in

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Usa 2020. Kamala Harris sospesa tra presente e futuro. Per ora ci basta il suo sorriso

di Bruno Gemelli

Pietro Senaldi, direttore di “Libero”, senza citarla mai per nome e cognome ha insistito qualche giorno fa nel chiamarla mulatta, ma anche meticcia,

“We did it Joe”

ovviamente in senso dispregiativo. Invece lo scrittore statunitense, David Leavit, l’ha definito fantastica. Insomma, Kamala Harris, vice di Joe Biden, comunque la si voglia pensare, è stata la vera star delle elezioni Usa. La sua figura, dentro il presente, si proietta soprattutto nel futuro. Verrebbe da dire, una seconda Michelle Obama, personalità prorompente,

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Il mistero dello scrittore, Giuseppe Arena che preferì l’anonimato alle luci della ribalta

di Bruno Gemelli

Francesco Guccini in recenti e ripetute interviste ha detto di non essere mai stato comunista e di aver simpatizzato per il Partito d’Azione. Una forza politica quest’ultima nata nel 1942 e spenta nel 1947.

Una meteora liberal democratica e socialista cui aderirono gente

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Un destino crudele, cinico e baro. Una costante per la nostra terra: ciao Jole Santelli

di Bruno Gemelli

«Non ce la faremo mai», ha scritto con semplicità una persona saggia che riflette sul vissuto e sul presente. Si riferiva alla Calabria, terra amara, al suo destino cinico e baro, che ora è orfana del suo Presidente.

La morte di Jole Santelli appare come la metafora della Calabria. Troncata. Sempre in bilico sull’orlo del precipizio, sempre sofferente, sempre in ginocchio. Prendete l’undicesima legislatura che ora si chiuderà anticipatamente.

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La coda giudicante del referendum sul taglio parlamentari. Ripetuto l’equivoco renziano

di Bruno Gemelli

La risposta al quesito referendario è tutta dentro la domanda perché quando si chiede di diminuire il numero dei parlamentari, la risposta c’è già, è nel ventre dell’interrogazione. Una domanda retorica di facile consumo,

un finale scontato. Chiederne conto agli italiani il giorno dopo, quando gli stessi promotori sembrano propensi a lisciare l’antipolitica e tutto ciò che sa di casta,  è come sfondare una porta aperta. E il fatto che ci sia stato uno zoccolo duro che ha detto di NO, più o meno grande a seconda delle zone dove s’è votato, significa che ancora esistono margini per sviluppare pensieri diversi.  

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