Il grido silente degli animali: dalla “fattoria” di Orwell a quella della realtà

In fin dei conti è solo un sacco di ossa“. Sono queste le agghiaccianti parole pronunciate da un operaio, lavoratore in un parco di tigri nel nord della Cina, usate per descrivere cosa rappresentasse per lui il corpo privo di vita di una tigre. Frasi terribili dietro ai quali si cela il mostruoso business che li guida e cancella irrimediabilmente ogni sentimento di pietà o di rimorso.

Stiamo parlando del traffico illegale delle tigri negli allevamenti asiatici, tenute in condizioni disumane e spaventose, per alimentare un circuito che ruota attorno all’assurda avidità dell’essere umano. Il denaro al di sopra della vita di un essere vivente, il vanto grottesco di portare avanti un commercio che sfrutta i grandi felini dell’intero Pianeta. Appelli, richieste disperate da parte di associazioni e leggi a favore della tutela degli animali, non sfiorano minimamente i responsabili di questo massacro che continuano imperterriti a perseguire il loro scopo. Creare gioielli, cibo e medicine è l’obiettivo primario della cattura di migliaia di esemplari selvatici che non fa distinzione tra

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La “Generazione Z”: luci e ombre a confronto su una realtà ancora tutta da scoprire

Testa china sul telefono, cuffie nelle orecchie e quella musica che non copre il loro disagio. Qualche selfie insieme agli amici e un pacco di sigarette da nascondere nella tasca di un giubbotto. Sguardo perso nel nulla, come se la realtà non gli appartenesse e non fosse un

posto adatto ai loro sogni, ai loro traguardi e alle loro speranze. La chiamano la “Generazione Z” e identifica i giovani nati dal 1996 al 2005. La sua origine storica, non è ancora molto chiara ma con il termine menzionato si fa riferimento alla generazione che segue ai millennials, ossia coloro i quali sono nati tra la metà degli anni Ottanta e la metà dei Novanta. La loro denominazione, piuttosto insolita e per certi versi dispregiativa, nasce da un concorso online, sponsorizzato da Usa Today, nel 2012. L’idea era quella di coinvolgere i

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