I processi lumaca, soprattutto i “civili”, ingolfano il lavoro della Cassazione

L’eccessiva durata dei processi, e in particolare del processo civile, è una grave forma di  ingiustizia e certo non giova alla buona reputazione dell’Italia. Sarà dunque oggetto di una delle riforme che l’Europa ci ha chiesto in cambio del Recovery Fund.  Partiamo apparentemente da zero. In Italia servono 1.266 giorni perché arrivi a conclusione una causa civile

mentre in Europa il tempo è mediamente  di 207 giorni. I ritardi si accumulano soprattutto in Cassazione , che fatica a svolgere il suo ruolo di interprete ultimo delle leggi, dovendo smaltire ogni anno  80.000 cause. Oltre la metà nascono dai ricorsi dei cittadini contro le cartelle fiscali e da quelli dei migranti per ottenere il permesso di soggiorno. Le cause sono promosse dai 55mila avvocati autorizzati a patrocinare presso  la Suprema Corte, un numero esorbitante se paragonato  alle poche decine di avvocati cassazionisti in  Francia e Germania, sicché – osserva l’economista  Gloria Bartoli –  in questi paesi sono gli stessi legali a filtrare i casi meritevoli di discussione nel tribunale  di ultima istanza.   Su Firstonline Bartoli propone, tra le altre cose,  che chi si avvia a diventare avvocato debba scegliere tra il patrocinio  in Cassazione e quello negli altri due livelli di giudizio. In Italia, fortunatamente, non mancano alcune buone pratiche. È il caso del Tribunale del Lavoro di Milano dove, nel giro di pochi

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Quando si muore due volte. Limitarsi agli slogan non arresta la cultura della morte

di Annalisa Martino

Anche quest’anno nella giornata internazionale contro la violenza sulla donna si è dato il giusto rilievo a un fenomeno ormai strutturale, si può dire, alla nostra società. È il 2020 e dovrebbe trattarsi di un fenomeno legato al passato.

Tuttavia – e qui non scopro l’acqua calda – è di estrema attualità. Anzi, è talmente attuale che nella stessa giornata del ricordo, sono morte due donne per mano di quegli uomini che avrebbero dovuto proteggerle. Se ne parla tanto. E si invocano leggi severe, si invita a denunciare, si compiangono le

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Gli esperti sapevano del covid o la natura si è ribellata? Giustizia per i morti in Lombardia

di Ezio Denti

La mia strategia delle indagini è nota in tutta Europa. Vent’ anni di esperienza vissuta nel cercare di far luce su delitti più eclatanti.

Nella giustizia credo ancora, ma ora voglio delle garanzie, dopo aver accettato di investigare sulle morti avvenute in Lombardia a causa del Coronavirus. Infatti, alcuni cittadini lombardi hanno conferito incarico a vari studi legali per tutelarsi civilmente nei confronti della sistema sanitario italiano, dopo aver perso i parenti a causa del virus.

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