Un vaccino per Draghi a tutti i costi. E un partito degli scienziati e dei virologi

Non si scia fino al 5 marzo, ha decretato il ministro della Sanità. Nonostante le minacce di Salvini che aveva chiesto l’intervento del neo presidente del consiglio Draghi per frenare le preoccupazioni sul contagio del Comitato tecnico scientifico che affianca proprio il ministro della sanità. Sembra che il partito degli scienziati debba giocare un ruolo

importante nella nuova congiuntura politica, che vede le pulsioni leghiste contro le limitazioni da Covid ora al governo.
Nel corso di un seminario tenuto nei giorni scorsi, dal Forum Pietro Greco scienza e politica, sul caso Marche nella pandemia, il professor Andrea Crisanti ha insistito sulla necessità di un lockdown di almeno 3 settimane per poter realmente governare l’innesto della strategia dei vaccini nel quadro epidemiologico del paese, che rimane, ha spiegato, “molto preoccupante”. Non a caso su questa nuova emergenza sembra aprirsi il primo focolaio polemico nel nuovo governo Draghi. Il CTS del ministero della sanità, su sollecitazione del consigliere del ministro confermato

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Pandemia. Distribuzione del vaccino, c’è il solito Arcuri. Troppi incarichi per il manager

Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza Covid, sarà il responsabile del piano operativo per la distribuzione dei vaccini in Italia.

Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti di governo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte accelera sul piano nazionale per i vaccini, ha incontrato Arcuri e, d’accordo anche con il ministro della Salute Roberto Speranza, ha discusso con lui della decisione di affidargli l’incarico in vista dell’arrivo delle prime dosi del vaccino. Arcuri dovrà dunque occuparsi della distribuzione, dalla gestione delle scorte alla conservazione e spedizione, perché «sia efficiente – spiegano dal governo – e avvenga in piena

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