Era solo un’illusione. Quando le lezioni non bastano per far capire

Giovanna era una donna piena di energia. Era iscritta a un circolo di scacchi che frequentava con passione due volte alla settimana: diceva che la divertiva e le teneva allenato il cervello. Era una nonna affettuosa ed efficiente, e rappresentava per i propri figli un’insostituibile fonte di rassicurazione. In perenne movimento, aveva interessi molteplici e si lanciava in ogni esperienza

con la leggerezza e la curiosità di una giovane donna. Malgrado non avessimo alcun legame di parentela, spesso mi aggrappavo nei momenti più cupi a lei, che sapeva mostrarmi di ogni evento, anche quello più funesto, il lato positivo.  Giovanna, 88 anni appena compiuti, aveva ancora tanta fame di vita. E tanti progetti.

Poi è arrivato il Covid, col suo carico di paure, di incertezze e  di chiusure, e con le sue nefaste battute di arresto. La sentivo spesso durante il lungo confinamento dello scorso anno. E poi ancora in occasione della seconda ondata del virus. Non aveva smesso di essere ottimista, stare in casa non le dispiaceva, aveva mille cose da fare. L’unico rammarico: non poter abbracciare i suoi nipoti.

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Si accettano scommesse. Matteo Renzi dice di aver raggiunto lo scopo, ma…

Da quando si è insediato Draghi, Renzi si è sentito poco e niente. Tranne che per attribuirsi la paternità di quella creatura a più teste, che è il governo Draghi. Per il resto, niente, eccezion fatta per qualche intervista ad alcune testate giornalistiche

straniere. Che sia finalmente giunto il momento della sua definitiva irrilevanza? Troppo presto per gioire. Sta di fatto che, dopo le prime esultanze per il cosiddetto governo dei migliori, alla luce delle prime guerre intestine tra i diversi esponenti di questa strana maggioranza, l’ammucchiata non lascia presagire nulla di buono. Mettiamola in una prospettiva più benevola: il sobrio Draghi ne avrà di ostacoli da superare nel suo intento di anteporre i fatti alle parole! Un’alleanza così innaturale non può che generare querelle, dibattiti e spinose batracomiomachie, animose battaglie tra topi e rane costretti a convivere soffocando le loro naturali differenze. Allora mi chiedo: era necessario scomodare un’alta personalità come Draghi che sarà costretto a mediare tra duellanti in continua campagna elettorale? Era necessario

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“Il rinascimento secondo un rottamatore fiorentino filoarabo”

Il mio punto di vista su Renzi l’ho esposto più volte. Ed è un punto di vista non benevolo. Immutato purtroppo. Non nego di aver subito, per un minuscolo scampolo di tempo ormai

lontano, qualcosa che assomigliava a una fascinazione nei suoi confronti. Aveva rappresentato per molti che, come me, non lo nego, la politica la fanno sulle sensazioni, sui mal di pancia e sulle paure, una nuova speranza di futuro. Aveva rappresentato il riscatto di una sinistra logora, ferita e affaticata dall’egemonia berlusconiana e da infinite lotte intestine. Un riscatto che forse sarebbe dovuto passare per

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La pandemia, la crisi economica, i luoghi comuni. E i giochi sadici dei qualunquisti

di Annalisa Martino

Non ho mai avuto simpatia per il qualunquismo. I qualunquisti, nell’esercizio delle loro “funzioni”, mi irritano. Quando mi imbatto nella fiera dei luoghi comuni che un

qualunquista, ancorché amico, mi propone, antepongo dei poderosi paletti ad alcuni argomenti, la trattazione dei quali mi creerebbe seri problemi di incrinatura della relazione d’amicizia. È passato il tempo in cui mi sentivo depositaria di verità inoppugnabili. Ed è passato anche il tempo in cui, grazie a questo patrimonio di verità, pensavo di poter cambiare il mondo. Oggi, per un maggiore disincanto e

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Quando si muore due volte. Limitarsi agli slogan non arresta la cultura della morte

di Annalisa Martino

Anche quest’anno nella giornata internazionale contro la violenza sulla donna si è dato il giusto rilievo a un fenomeno ormai strutturale, si può dire, alla nostra società. È il 2020 e dovrebbe trattarsi di un fenomeno legato al passato.

Tuttavia – e qui non scopro l’acqua calda – è di estrema attualità. Anzi, è talmente attuale che nella stessa giornata del ricordo, sono morte due donne per mano di quegli uomini che avrebbero dovuto proteggerle. Se ne parla tanto. E si invocano leggi severe, si invita a denunciare, si compiangono le

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Trumpismo e berlusconismo: quelle oscure e strane affinità elettive

di Annalisa Martino

Mi è capitato più volte, nel corso del ventennio (e quando dico ventennio, per ovvie ragioni anagrafiche non mi riferisco al triste capitolo intercorso tra le due guerre mondiali), di

andare all’estero e di imbattermi, di riffa o di raffa, in faticosi dibattiti sull’uomo, su Dio, su questioni di politica internazionale o italiana. Luoghi comuni, battute, niente di più, sciorinati col mio pessimo inglese o col mio, un tantino più preciso, spagnolo. Frasi buttate lì, quelle che si dicono in vacanza, magari sotto l’ombrellone, nella hall di un albergo, in taxi o al bar.

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Diritto alla salute e diseguaglianze sociali. La pandemia colpisce e non risparmia nessuno

di Annalisa Martino

Non è per giustificarmi (excusatio non petita, dirà qualcuno), ma non ho mai pensato che il contagio di uomini famosi e potenti come Boris Johnson o  Bolsonaro, di eroi nostrani come Berlusconi o Briatore o di personaggi di stazza

extralarge come Trump sia stato il segnale di una sorta di giustizia divina. È vero, qualcuno si è lanciato in battute, un po’ scontate, e cioè che il virus è comunista, democratico, egualitario, che non guarda in faccia nessuno. E ammetto che ho sorriso, sia pure senza cattiveria. Qualcun altro – devo dire con un guizzo di innegabile eleganza – ha chiamato in causa addirittura Aristotele e Shakespeare e il concetto di giustizia poetica,

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Coronavirus e dintorni. La scuola in trincea all’insegna della precarietà

di Annalisa Martino

La scuola non si tocca. La scuola deve ripartire. La scuola è tutto. La scuola è padre e madre. Evviva la scuola. Ecco, l’elogio alla scuola, quasi un po’ grottesco, in questi giorni di difficoltà diffusa, ci giunge da ogni dove.

Sembra che tutti, dopo il risveglio gioioso dai mesi bui del confinamento, dopo la rimozione estiva degli orrori della pandemia, abbiano scoperto il valore della scuola. Dalle istituzioni centrali a quelle più periferiche. Dall’uomo di potere all’uomo della strada. Dal professionista al manovale. Affermare quanto sia importante andare a scuola pare sia diventato un’inoppugnabile verità che tutti ripetono come un mantra. E forse ci credono anche.

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