La finanza dovrà integrare le stime economiche con i dati che arrivano dalle scienze naturali

Nei primi nove mesi del 2020 i consumi di energia in Italia sono sensibilmente diminuiti, e dunque si sono ridotte anche le emissioni di gas serra. Sono state il 14% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma quando i trasporti e le attività industriali torneranno a pieno regime, difficilmente la riduzione delle emissioni potrà proseguire con lo stesso ritmo.

Torneremo a fare i conti con i cambiamenti climatici e i loro effetti sull’ambiente, la qualità della vita, l’economia. Di quest’ultimo aspetto si occupa uno studio realizzato da cinque economisti della Banca d’Italia, istituzione che molto si è spesa perché il tema figurasse nell’agenda dei banchieri centrali.

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Violenza contro le donne e “Singal for help”. Il problema non è chiedere aiuto ma riceverlo

Nella digitalizzazione espansa come una bolla anche il contrasto alla violenza contro le donne diventa un video virale. Si chiama ‘Signal for help’ ed è arrivato sui cellulari di tutti in queste ore. Quattro dita della mano tese, col pollice chiuso, che si ripiegano a chiudere la mano, con il palmo rivolto verso lo schermo o l’interlocutore, mentre si è braccate dall’aggressore.

Si può far finta di salutare un passante dalla finestra o ritirare un pacco o piazzarsi davanti al cellulare. Et voilà. Il dopo non lo conosciamo. L’iniziativa, nata in Canada nel 2020, è tornata a circolare a partire dal Regno Unito, dopo l’assassinio della 33enne Sarah Everard. Uno strumento almeno per il nostro Paese mistificatore, che lascia una forte amarezza. Banalizza, offre un espediente tecnico a un problema ben più complesso, e non risponde alla vera emergenza italiana. Ma non è tutto. Rappresenta la resa all’idea che si debba ormai vivere in questo isolamento. E così ingabbiati troviamo linguaggi muti per mettere il muso fuori dalla prigione. È avvilente, è mortificante. L’idea, fasulla, che ne potrebbe venir fuori  è che servano legge migliori o più efficaci, e magari giù nuovi numeri, nuove linee rosa, nuova messaggistica per lanciare un SOS. Nel nostro Paese la fragilità non sta nei dispositivi di

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Era solo un’illusione. Quando le lezioni non bastano per far capire

Giovanna era una donna piena di energia. Era iscritta a un circolo di scacchi che frequentava con passione due volte alla settimana: diceva che la divertiva e le teneva allenato il cervello. Era una nonna affettuosa ed efficiente, e rappresentava per i propri figli un’insostituibile fonte di rassicurazione. In perenne movimento, aveva interessi molteplici e si lanciava in ogni esperienza

con la leggerezza e la curiosità di una giovane donna. Malgrado non avessimo alcun legame di parentela, spesso mi aggrappavo nei momenti più cupi a lei, che sapeva mostrarmi di ogni evento, anche quello più funesto, il lato positivo.  Giovanna, 88 anni appena compiuti, aveva ancora tanta fame di vita. E tanti progetti.

Poi è arrivato il Covid, col suo carico di paure, di incertezze e  di chiusure, e con le sue nefaste battute di arresto. La sentivo spesso durante il lungo confinamento dello scorso anno. E poi ancora in occasione della seconda ondata del virus. Non aveva smesso di essere ottimista, stare in casa non le dispiaceva, aveva mille cose da fare. L’unico rammarico: non poter abbracciare i suoi nipoti.

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Dopo la Brexit, storico crollo in Gran Bretagna del cibo e delle bevande made in Italy

Da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel mese di gennaio 2021, emerge che in Gran Bretagna nel mese successivo alla Brexit per effetto degli ostacoli burocratici ed amministratici frenano gli scambi commerciali di cibi e bevande Made in Italy. Uno Storico crollo del 27,8% delle esportazioni:  il primo dopo l’uscita della

Gran Bretagna dall’Unione Europea. Le difficoltà negli scambi commerciali con la Gran Bretagna – sottolinea la Coldiretti – mettono in pericolo 3,4 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy dello scorso anno con il Paese Oltremanica che si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino, con il prosecco in testa, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono – continua la Coldiretti – i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell’olio d’oliva e il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. La violazione degli accordi sulla Brexit rischia peraltro di favorire l’arrivo nell’Unione Europea di cibi e bevande non conformi agli standard sicurezza Ue ma anche contraffazioni

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Dopo Trump è dura ma Biden lavora sodo. La Harris ha chance. L’Italia cambia poco con Draghi

Fino a qualche mese fa, poco prima della cambio al vertice del governo italiano, non c’era giornale, rivista, radio oppure online, che non si occupasse inizialmente delle elezioni americane di novembre 2020. Poi, dell’attacco da parte dei sovranisti legati a Trump, a Capitoll Hill. E, infine, del passaggio di consegne tra lo stesso Trump e il vincitore delle elezioni, Joe Biden.

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Quei destini già scritti. Processi di costruzione nell’identità di genere

L’algoritmo della società premia ancora l’omologazione. Conviviamo con una fuorviante rappresentazione della realtà, in cui ci illudiamo di una parità di genere estremamente fittizia, dove le forti discriminazioni sociali, economiche e di potere

non sono poi per niente superate. Non occorre più fotografare la realtà per rilevare lo squallore che si cela dietro i pregiudizi. L’attribuzione di un valore sociale differenziato al genere dipende ancora da antichi retaggi culturali di una persistente dicotomia tra uomo e donna, maschio e femmina, “volitivo e oblativo, razionale ed emotivo, geniale e introspettivo”. L’errore resta ancora una volta legato ai processi educativi e formativi delle nostre comunità. Penso ai modelli che trasmettiamo dall’infanzia all’adolescenza, nelle famiglie e nelle agenzie educative. Riflettiamo sull’educazione di genere che trasmettiamo ai nostri figli!

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Le solite lobby mascherate da sostenitori della ripresa con gli interventi mirati a chi lavora

Lo stato di difficoltà delle imprese, soprattutto di quelle medio-piccole, che comporta anche risvolti occupazionali e ricorso agli ammortizzatori sociali, si sta manifestando più attraverso forme isolate ma generiche e “populiste” di protesta

che con l’individuazione delle cause di non attuazione del “Decreto Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23 convertito nella L. 40 del 5 giugno 2020) che, per effetto della Legge di Bilancio (n. 178 del 30 dicembre 2020) è ora prorogato sino al 30 giugno di questo anno. Non sono poche le difficoltà incontrate dalle imprese riguardo all’ottenimento dei benefici e, soprattutto, delle garanzie SACE, essendosi arroccato il sistema bancario, nonostante le indicazioni e le “aperture” previste legate essenzialmente alla difficile situazione in atto per la pandemia, su posizioni alquanto rigide che, in alcuni casi, anticipano l’ulteriore giro di torchio previsto dagli standard di “Basilea 4”, che saranno operativi nel prossimo anno.

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Facebook e censura: gli errori del social nel valutare, l’azzardo dell’utente sulle pubblicazioni

La censura di Facebook scatta quando si ravvisano post, messaggi, commenti, foto e video che includono atti di violenza reale. Il social network fa riferimento a sei categorie: suicidio o autolesionismo; nudità e sfruttamento sessuale di bambini; sfruttamento sessuale di adulti; bullismo; molestie; violazione della privacy e diritti di privacy sulle immagini. Non vengono

tollerati e, quindi, vengono rimossi i contenuti che incoraggiano il suicidio o l’autolesionismo, che sfruttano sessualmente o mettono in pericolo i bambini, che esprimono o promuovono la violenza sessuale, finalizzati a denigrare le persone, insulti, messaggi di incitazione alla morte e la pubblicazione di informazioni personali di terzi senza il loro consenso.

Le eccezioni sono poche. Facebook ammette ad esempio il dibattito sul suicidio, l’autolesionismo e il bullismo purché le opinioni non incoraggino in tal senso. Se si riceve un messaggio del tipo “Abbiamo rimosso un contenuto che hai pubblicato” o “Ti è stato temporaneamente impedito di pubblicare contenuti per le prossime 24 ore” si è vittima della

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Bullismo e cyberbullismo, il 61% dei ragazzi è vittima e il 68% ha assistito a qualche episodio

Il 68% dei giovani dichiara di aver assistito a episodi di bullismo o cyberbullismo, mentre ne è vittima il 61%. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes, in collaborazione con ScuolaZoo, raccolti nel corso del 2020 dalle risposte di 6.000

adolescenti, dai 13 ai 23 anni. Bullismo e cyberbullismo sono la minaccia maggiore per i ragazzi italiani, dopo droghe e violenze sessuali. Sei adolescenti su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online, in particolare su social media e app per incontri. Sono emersi inoltre l’aumento del senso di solitudine percepito dai ragazzi a causa della pandemia, il 93% dei ragazzi dice di sentirsi solo, un aumento del 10% rispetto all’anno scorso, e la preoccupazione crescente soprattutto

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