E’ come una moda“, “Anche io venivo presa in giro ma non facevo tutte queste storie“, “E’ solo vittimismo“. Sono queste le parole che recentemente sono comparse tra i social, dopo la vittoria della ballerina Giulia Stabile nel talent show “Amici”‘. 

Giudizi, pregiudizi tornano a farsi sentire, portando alla luce un tema troppe volte snobbato e ridicolizzato. Parole che, leggendole, lasciano impietriti per la considerazione collettiva che alberga ancora nella mente di molte persone. L’oggetto della critica é l’accusa di strumentalizzare una piaga che ancora sanguina ma, che in pochi, sono disposti a rimarginare in questa società. Giulia, una ragazza come tante, “colpevole” a detta di alcuni di aver fatto leva sulla sua storia per arrivare alla vittoria, mancando di talento. Proprio qui, in quest’ultima opinione, si cela l’aspetto più irritante e triste del bullismo: la giustificazione. Giustificare offese, commenti e atti negativi verso qualcuno, a causa di “una mancanza” nella vittima. Mancanza ritenuta il fulcro su cui si basa questo “fenomeno”, di varia natura purtroppo, sociale, individuale o culturale, per interpretarla nell’accezione più ampia del termine.  Un concetto che acquista ancora di più la sua potenza, gonfiandosi a dismisura, quando viene enfatizzato da un gruppo di persone perché é risaputo che l’unione fa la forza e ciò avviene anche nel risvolto negativo della parola stessa. E’ da anni che sentiamo la parola “stop bullismo“, nei messaggi istituzionali prodotti dai media, nelle iniziative della scuola, per citare i motori principali da cui parte la lotta ma nel concreto, ancora, non si è giunti ad una fine. Qui, viene spontaneo chiedersi: cos’è che manca davvero per far cessare questi terribili episodi? L’empatia. La capacità di immedesimarsi negli altri, di comprendere cosa essi stiano realmente provando, quando subiscono simili atti. Oltre a questo, cosa manca ancora? La capacità di accettare il prossimo per la sua vera natura esistenziale, di capire che ognuno di noi é diverso dall’altro ed é proprio questo l’aspetto da ritenere un elemento di ricchezza. Ricchezza interiore, morale, che fa diventare tutti uguali, senza esclusioni, senza razzismo, senza polemiche, senza sofferenza. E’ da qui, che deve partire la lotta al bullismo che non e’ un semplice scherzo. Il bullismo é violenza e indifferenza che non si può contrastare con il silenzio, l’antitesi perfetta del fenomeno.  E’ un argomento venuto fuori nel corso del programma che deve trovare spazio soprattutto in contesti dedicati ai giovani. Ho voluto prendere come esempio il caso di Giulia per esaltare ancora di più a quali conseguenze si va incontro se questi episodi non trovano una conclusione. Esporre qualcuno alla gogna mediatica solo perché ha scelto di raccontare la propria esperienza alle telecamere, non per focalizzare l’attenzione su di sé, ma al contrario, per essere da esempio, ritrovando la forza di lottare, di credere nelle proprie capacità e nei propri sogni. Aprendosi al pubblico, agli insegnanti, questa ragazza ha trovato il coraggio che le serviva per superare uno dei momenti più dolorosi della sua esistenza. Non si tratta di favoritismo o di pietà ma dell’abilità di riconoscere l’impegno, la passione, il sacrificio che devono trascendere ogni tipo di opinione infondata, maturata solo per il gusto di attaccare, di prendersela con chi si ritiene sia “più debole”. In fondo, non è quello che si dovrebbe fare anche nelle scuole? Valorizzare i punti deboli di ogni alunno, costruire la propria identità che non è data solo da una somma di voti e da varie conoscenze. La conoscenza principale deve essere quella interiore, solo così, l’alunno potrà crescere e maturare sia a livello umano e professionale. Accettare se stessi per accettare gli altri e viceversa, prendendo spunto dalle teorie elaborate dall’antropologia e dalla psicologia.  E per una buona volta che trionfa la semplicità, la spontaneità e la solarità che questa ragazza conserva dentro se stessa, apprezziamola.

Non discutiamo dell’interesse o meno verso il programma, né la presunta simpatia verso un determinato concorrente. Non c’è niente di tutto questo. Partiamo da tutto quello che sminuisce il bullismo, per contrastarlo e farlo conoscere. Inoltre, ricordiamoci che la bravura splende in misura maggiore se viene accompagnata dall’umiltà e mai dalla presunzione. Giulia, una ragazza come tante, Giulia una di noi.

Benedicta Felice