Il campionato italiano di calcio di serie A volge al termine, con la scontata vittoria dell’Inter e con il flop (per molti versi atteso, tutto ha un principio e una fine) della Juventus, dominatrice per circa un decennio. Ma questo campionato strano,

disputato su palcoscenici privi di pubblico che non hanno permesso solo le entrate economiche derivanti da abbonamenti e biglietterie, ha posto in evidenza i soliti giovani di belle speranze, destinati a essere “sacrificati” per i bilanci delle società (l’attaccante della Fiorentina Vlahovic in testa), ma – soprattutto – un “carneade” di colore, alto e veloce, che in due campionati, quello dello scorso anno di serie B e quello attuale (già deciso per la sua squadra con la retrocessione) ha sin qui segnato ben 39 gol. E’ il “cannoniere delle partite perse”, Nwankwo Simy, ventinovenne nigeriano (il cui vero nome è Simeon Tochukwu Nwankwo) “pescato” dalla squadra calabrese nella squadra portoghese del Gil Vicente nel 2016, divenuto in questi anni il miglior marcatore degli squali jonici di sempre (a prescindere dal rango dei campionati), il primo calciatore africano ad aver vinto la classifica dei marcatori in un campionato professionistico italiano (quello di serie B dello scorso anno, con 20 reti), un attaccante con uno straordinario rapporto di reti sui tiri tentati (nei campionati più importanti del continente europeo lo superano solo il tedesco Volland, astro emergente del calcio mondiale, e il polacco Lewandowski, che gioca anch’egli in Germania).

A Crotone, città da sempre aperta e tollerante, è divenuto un “idolo”, al punto che il 27 marzo scorso il sindaco ha assegnato al figlio di Simy, nato in Italia, la cittadinanza onoraria quale segno della lotta contro l’intolleranza, la violenza fisica e il razzismo, decisione assunta dopo un increscioso e squallido episodio di razzismo tramite un social (a questo ragazzino era stato augurato un cancro al pancreas!).

Simy, definito così per brevità, ben difficilmente rimarrà nella città pitagorica, peraltro può costituire un’importante plusvalenza economica non essendo stato pagato al momento dell’acquisto come un Cristiano Ronaldo o un Lukaku, ma nella classifica dei goleador è dietro solo a questi due, ma resterà sempre indelebile, tra quelli riferiti ai suoi gol, il ricordo di un gol segnato alla Juventus in rovesciata esattamente come fece qualche giorno prima proprio CR7 quando vestiva ancora la maglia del Real Madrid. Non è il solo “bomber” delle squadre di serie A poi retrocesse: nel campionato 2004-05 Igor Protti, attaccante del Bari, vinse addirittura la classifica cannonieri (ex-aequo con Signori, della Lazio) con 24 reti (ma realizzando solo 5 rigori contro gli 11 messi a segno dall’ex attaccante azzurro). E’ anche nella rosa della nazionale della Nigeria, con la quale ha giocato due gare nel mondiale del 2018 in Russia, quello al quale l’Italia non riuscì a partecipare. 

Piergiorgio Licordari