Una cuoca che vive la sua cucina, una chef piacentina e orgogliosa di esserlo, una donna che crede nella dimensione familiare del ristorante e nel rapporto umano con il cliente: è Isa Mazzocchi.  E a lei è andato il Premio Michelin Chef Donna 2021 by Veuve Clicquot.

A convincere gli ispettori “il suo strettissimo legame con il territorio, che omaggia e promuove con piatti che ne lasciano emergere le peculiarità: una forte liaison che permea e caratterizza una cucina che spazia dal passato al presente e al futuro”. L’attaccamento alla terra, del resto, si deduce dal nome stesso del suo ristorante: “La Palta”, parola che, in dialetto piacentino, si usa per indicare la tabaccheria del paese, che un tempo era lì, proprio nei locali dove oggi c’è il ristorante.

È lì che nasce infatti un’osteria tradizionale gestita dai genitori di Isa, dove Isa è cresciuta e si è avvicinata alla cucina. “Il premio Michelin Chef Donna 2021 by Veuve Clicquiot è stato assegnato a Isa! Siamo emozionati e onorati per questo riconoscimento alla carriera di Isa e…a tutta la squadra del nostro ristorante!” si legge oggi sulla pagina Facebook di “La Palta”. Ci troviamo nella pianura di Bilegno, frazione di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, animata da poco più di un centinaio di abitanti, e a ovest dell’ultima provincia dell’Emilia Romagna: è qui che Isa Mazzocchi nasce cinquantatré anni fa. Successivamente, sempre dalla pianura, parte per studiare alla scuola alberghiera di Salsomaggiore Terme. A 19 anni partecipa al concorso per giovani commis di cucina promosso dalla Chaîne de Rôtisseurs, a Nizza: è la terza classificata, unica donna in gara. Il progetto de “La Palta” di Isa Mazzocchi parte nel 1989, con il supporto dei suoi genitori. L’apertura del ristorante non è, però, il punto d’arrivo, bensì il naturale prosieguo di un percorso di continua formazione che dura decenni: Isa comincia dai dolci, importando bavaresi e mousse, pulizia nell’impiattamento e tecniche culinarie dal suo primo maestro Georges Cogny, per poi passare alle esperienze da Gualtiero Marchesi, Gianfranco Vissani, Herbert Hintner, Luca Casadio e Filippo Chiappini Dattilo. La sorella Monica la affianca in sala e, nel 2000, arriva anche Roberto Gazzola, marito di Isa Mazzocchi prima e sommelier del ristorante dopo. La sua è una cucina stellata personalissima: accanto al frutto dei suoi studi e delle sue esperienze, è sempre presente la tradizione, a volte quella verace di un buon tagliere di salumi, a volte rivisitata.  Mazzocchi è la precorritrice della moda del cosiddetto “foraging”, il cui scopo è sottolineare il potere evocativo delle erbe spontanee che, per lei, per tornare al legame con il territorio che l’ha premiata, sono il trait d’union con i ricordi delle signore di campagna. Nel 2011 The Best Female Chefs la valuta tra le 10 migliori cuoche del Nord Italia e nel 2012 la guida Michelin le assegna una stella. Da George Cogny, Isa Mazzocchi non impara solo la tecnica nuda e cruda della cucina, ma anche il modo di concepirla: è un’arte, quella culinaria, che va di pari passo con la follia. È per questo che il menu de “La Palta” cambia in continuazione, senza ripetersi mai, alla ricerca di stimoli e sensazioni nuove. Una cosa però resta sempre uguale: la chef Isa Mazzocchi firma tutti i piatti con un puntino bianco, una goccia di crema di latte che rappresenta il primo alimento che tutti abbiamo mangiato, “un modo per non dimenticare le proprie origini”.