L’inquinamento è un problema serio che continua a sconvolgere l’equilibrio del pianeta, oltre che causare danni alla salute di noi esseri umani, compresi gli animali. Una piaga presente nelle acque e nel suolo, avente origini molto lontane. Le cause nel corso delle epoche che si sono susseguite sono state varie come la crescita demografica, l’elevata

concentrazione urbana che hanno inevitabilmente prodotto un aumento dei consumi. Tuttavia, nonostante i diversi motivi citati, la causa principale è sempre attribuita all’essere umano che spesso ignora le conseguenze negative dei suoi gesti. Una mancata tutela dell’ambiente si ripercuote inevitabilmente su noi stessi, purtroppo però, a distanza di tempo, ancora non siamo in grado di capirlo. Incoraggiare le persone a non inquinare, rispettando le regole e non recando danno all’ambiente è il primo passo da fare per ottenere grandi risultati. Noi del Casinista abbiamo preso a cuore tale problema, intervistando gli autori di una bella iniziativa che ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone verso una maggiore consapevolezza del tema trattato. Si tratta del cortometraggio intitolato “Solo ciò che è suo – The Gift” realizzato da Mathias Rat in collaborazione con Rossella Gabriele, due giovani volenterosi

di migliorare e valorizzare il mondo in cui viviamo che hanno formato una squadra piena di idee e di energia da diffondere. Il loro progetto è un mix di originalità, sostenuta da una forte motivazione, che trova spazio in una cornice paesaggistica da valorizzare e far conoscere al resto del mondo. Mathias e Rossella partono da una interpretazione della questione a livello locale, per approdare ad una dimensione nazionale e internazionale, dando voce ad un dilemma che ha bisogno di attenzione e di cura. Gli autori del video ci hanno raccontato nel dettaglio la loro opera, incoraggiando i giovani a non mollare nella lotta verso i propri desideri e l’impegno verso la creazione di un Pianeta più pulito e meno sofferente del solito. Progetti, sogni e speranze diventano reali, in una serie di emozioni in movimento.

Da dove nasce l’idea del cortometraggio e qual e’ l’obiettivo che si intende raggiungere con la sua creazione e diffusione?

Rossella:L’idea nasce dal desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica, naturalmente nel nostro piccolo. Volevamo essere diretti, chiari, puntare dritto alla coscienza degli spettatori. Non esiste un pianeta B, bisogna correre ai ripari subito e capire che siamo tutti responsabili, nessuno escluso, perché solo se il nostro mare, i nostri oceani staranno bene, anche noi staremo bene. Un altro obiettivo che volevamo realizzare con questo progetto, era la promozione di una parte del nostro territorio, un luogo di una bellezza inestimabile ma a molti sconosciuto. Importanti artisti hanno messo a disposizione la loro competenza e soprattutto la loro arte, per aiutarci a rendere concreta la nostra idea, ed io sono stata onorata di aver potuto collaborare insieme a loro.”

Mathias:L’idea è stata di Rossella che mi ha proposto di realizzare un progetto semplice e di sensibilizzare, nel nostro piccolo, la popolazione sulla tutela dell’ambiente, nonché di utilizzare i nostri scenari per questo progetto cinematografico, quindi di mostrare una parte delle nostre bellezza naturali.”

Nel titolo “Solo ciò che e’ suo” possiamo cogliere un riferimento a tutto quello che appartiene a “Madre natura” oltre che al mare?

Rossella: Certo. Noi ci siamo focalizzati su un tema ma il titolo può abbracciare qualsiasi altro problema di cui è vittima la natura. Basti solo pensare alla deforestazione e al cambiamento climatico.”

Mathias: Vuole essere un messaggioche aiuti a tutelare ciò che ci circonda

Dal vostro punto di vista, per risolvere la piaga dell’inquinamento e’ necessario che la popolazione abbia maggiore consapevolezza del problema oppure si faccia carico di una responsabilità più concreta?

Rossella e Mathias: Entrambe. Se non si comprenderà pienamente il problema, non ci sarà mai azione, l’azione concreta che salverà il nostro mare, la natura. Tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Il vostro cortometraggio è in semifinale per il “Lisbon Film Rendezvous” in Portogallo, di che tipo di Festival si tratta e quali sono le vostre sensazioni al riguardo?

Rossella:E’ un festival internazionale che si tiene da tre anni. Non presenta vincoli di genere ed è aperto, per lo più, a progetti indipendenti. Per noi, l’iscrizione al cortometraggio per questo e a molti altri festival  -dai quali attendiamo il risultato- è stato un modo per confrontarci con un panorama molto più vasto dal quale imparare e migliorare. Quando mi è stata riferita la notizia che il cortometraggio era in semifinale, mi sono sentita appagata. E’ stata una vera gioia per me, soprattutto perché non lo avevamo ancora pubblicato presso i nostri canali. E’ stato inaspettato, un piccolo passo compiuto.”

Mathias: “Il festival in questione è molto giovane. Ogni volta che iscrivo un progetto ad un festival che sia nazionale o internazionale ho questa bellissima sensazione che qualcuno potrà vederlo e magari apprezzarlo, soprattutto se è un progetto a cui sono legato particolarmente come questo. Attualmente è in concorso ad altri festival e a breve sapremo se ha passato la selezione o meno. Credo sia davvero importante partecipare a queste rassegne perché mi permettono di crescere e migliorare sia personalmente che professionalmente.”

Avete in programma altri progetti di questo tipo?

Rossella: “Certo. Stiamo lavorando anche ad un altro tema, purtroppo attuale, dell’omicidio stradale e dell’immissione di soccorso. E’ un progetto al quale personalmente tengo molto sia per il tema che andremo a trattare, sia per gli obiettivi che vogliamo provare a raggiungere. Intendiamo alzare l’asticella con la direzione di fotografia e con la sceneggiatura e l’interpretazione del soggetto.”

Mathias: “Certo, abbiamo in programma diversi progetti che vanno da ulteriori cortometraggi a videoclip musicali da realizzare all’interno del territorio calabrese. Tra gli altri il progetto citato da Rossella. Come già detto abbiamo dei luoghi spettacolari a disposizione che nessuno usa come set cinematografici e questi dovrebbero essere davvero invidiati a livello internazionale quindi con questa idea che farà da sfondo ad altre storie da raccontare, noi continueremo a provarci sempre. Personalmente, faccio parte di un collettivo artistico insieme a dei musicisti e anche in questo caso ci stiamo muovendo per la realizzazione di progetti di media e di grande portata, sperando che l’emergenza sanitaria si affievolisca di più in modo tale da ritornare presto sul campo.”

Nel corso della registrazione del video, ognuno di voi ha avuto un ruolo diverso. Quali sono le emozioni che avete provato singolarmente e quale credete sia quella che vi accomuna?

Rossella: “Una bella sensazione. Fin da piccola sono stata sempre affascinata dal mondo del cinema e ho sempre voluto imparare a recitare. Prima di cimentarmi in questo cortometraggio ho studiato un po’ di dizione e incamerato qualche dritta di recitazione, e mentre mettevo in pratica, in scena, ciò che avevo imparato mi sono sentita libera di essere quello che volevo. Penso che l’emozione che accomuni Mattia e me sia proprio questa: l’osare, la voglia di fare, il mettersi in gioco senza porsi dei limiti, ma anzi, tentare di superarli.Mathias:Come dico a tutte le persone che mi domandano “perché fai questo?” rispondo semplicemente perché mi diverto e credo in quello che faccio. Sono ormai anni che sto percorrendo il sentiero della cinematografia e posso solo dire che in ogni set cinematografico a cui ho preso parte mi sono sempre sentito a casa e l’idea di lasciare una traccia futura del mio passaggio mi ha sempre entusiasmato. Per questo progetto in particolare ho puntato molto sulla fotografia che è il ruolo che sto imparando a svolgere, di progetto in progetto. Abbiamo atteso qualche tempo prima di girare per trovare il tempo giusto con un meteo giusto visto che dovevamo girare con la luce naturale e quindi senza un controllo reale della scena e alla fine ci siamo ritenuti soddisfatti del lavoro svolto. All’interno del progetto sono presenti importanti collaborazioni. La colonna sonora è stata composta da Roberto Musolino al piano e registrata insieme Salvatore Cauteruccio alla fisarmonica e Mario Spinelli agli archi. Insieme hanno dato maggiore spessore alle immagini, cogliendo tutte le sfumature dei colori, trasformandole in note musicali. Hanno mixato e creato i suoni Fabrizio La Fauci e Francesco Cairo che hanno accolto favorevolmente il progetto. Nel nostro piccolo stiamo iniziando a creare una squadra che ci auguriamo sia solida nel tempo“.

Benedicta Felice