Interessante è il Primo Maggio per le da donne, sia per quelle che lavorano che per quelle che hanno combattuto per la conquista di diritti ancora non del tutto realizzati. Le donne hanno ottenuto l’accesso al mondo del lavoro paritario solo nel 1963,

quando hanno potuto accedere ai pubblici uffici ed alle libere professioni. Anche nei lavori manuali, storicamente sono state considerate personale intermittente (venivano chiamate quando servivano, si rimandavano a casa quando la necessità svaniva). Oggi le opportunità delle donne sono frenate da problemi di natura strutturale. Eppure loro, ormai, raggiungono gli uomini e, spesso, li superano sia nella formazione scolastica sia nella preparazione universitaria. Ancora oggi la barriera all’entrata nel mercato del lavoro costituisce una discriminazione che dev’essere superata. La crisi ha colpito duramente le donne, specie nel Mezzogiorno, che accettano anche lavori dequalificanti per risolvere i problemi economici della famiglia.

La pandemia, poi, è stata una nemica sociale delle donne perché porta con sé molteplici problemi che investono la società in maniera trasversale. La pandemia ha creato problemi in tema di retribuzione. Allo stesso tempo le donne hanno perso il lavoro più degli uomini.

I lockdown hanno colpito più duramente i settori dominanti delle donne, minando la loro produttività. Un virus che ha dimostrato di essere nemico delle donne. E’ il caso delle addette mensa che non hanno ricevuto lo stipendio per molti mesi. O ancora le lavoratrici delle RSA che si sono viste negare i dispositivi di protezione. Non dimentichiamo le addette alla vendita dei supermercati che si sono recate tutti i giorni al lavoro, lasciando i figli a casa. Sono donne anche le infermiere e le OSS degli ospedali impegnate nelle terapie intensive al collasso.

Le donne che lavorano sono state, anche, raccontate dal cinema, sia italiano sia internazionale. Da film neorealisti italiani sulle umili lavoratrici ai film di oggi dove emergono le operaie, le sfruttate e le precarie. La causa di tutto questo è da ricercare nelle politiche del lavoro inefficaci, nel lavoro sommerso, nei retaggi culturali e nei modelli di società obsoleti. Sperando che a partire dal Primo Maggio 2021 possa cominciare il cambiamento verso la parità.

Maria Giovanna Bloise