Il ministro Cingolani: “Il Ponte sullo stretto mi lascia perplesso. Il sud ha bisogno di altro”

Il ponte sullo Stretto di Messina “personalmente mi lascia da tempo molto perplesso, più che perplesso confuso”. In sostanza “penserei intanto a potenziare le infrastrutture fondamentali“, perché “mi sembra altrettanto importante dare infrastrutture fondamentali a Sicilia e Calabria che sono al momento più carenti di altre regioni”.

A parlare è il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Oltretutto, “c’è oggettivamente una situazione di sismicità abbastanza critica, e può essere un problema importante dal punto di vista della sicurezza e della complessità tecnologica”, prosegue Cingolani, quindi “in questo momento aspetterei, ma non ho approfondito l’idea”.

Su questa dichiarazione va registrato l’intervento dei Verdi. “Ha fatto bene il ministro Cingolani a esprimere perplessità sulla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina ed in particolare con la motivazione legata alla sismicità dell’area e auspico che i dubbi si trasformino in una decisone negativa formale“. Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

“La Sicilia, la Calabria e le regioni del sud hanno bisogno di treni per i pendolari, acquedotti, depuratori, di interventi contro il dissesto idrogeologico, di costruire distretti distretti industriali legati all’innovazione tecnologica e alla conversione ecologica che potrebbero realizzare decine di migliaia di posti di lavoro. Per dare un’idea delle priorità del nostro paese- continua l’esponente dei Verdi- con i 10 miliardi che servirebbero per costruire il ponte sullo stretto di Messina si potrebbero realizzare 750 km di rete attrezzata per tram e filobus rivoluzionando la mobilità delle aree urbane delle nostre città”. “Il ministro Cingolani a questo punto, insieme al suo collega Giovannini, arrivino ad una decisione formale definitiva negativa che chiuda la vicenda ponte non solo relativamente al suo inserimento, impossibile, nel PNRR ma anche sull’uso dei fondi ordinari dello Stato per finanziarie questa inutile opera che ad oggi ha sperperato quasi 1 miliardo di euro di fondi pubblici tra fantasiosi studi, consulenze e progettazioni”, conclude Bonelli.

Francesco Gro