Aleksander Ceferin e Paolo Dal Pino. Chi sono questi due carneadi? Il primo è l’attuale presidente della Uefa, ovvero l’Unione europea delle federazioni calcistiche europee, organo di governo del calcio in Europa.

Il secondo è il presidente della Lega Serie A e vicepresidente vicario della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Questi nomi sconosciuti ai più sono saliti agli onori della cronaca per via dell’abortita nascita della cosiddetta “Superlega”. Chi, sino a ieri, non conosceva il nome di Ceferin e di Dal Pino non deve provare vergogna. Una lacuna colmata  seguendo le conseguenze del fallimento della “Superlega”.  I protagonisti di questa vicenda ormai in mano a un intrigo legale di portata internazionale

sono tanti, non solo i citati presidenti. Ci sono in prima fila, tanto per fare altri due nomi, non proprio carneadi, Florentino Pérez, presidente del Real Madrid e imprenditore delle costruzioni, e Andrea Agnelli, presidente della Juventus. La storia è nota: dodici club, sei inglesi, tre spagnoli e tre italiani, hanno creato questo super organismo per staccarsi dalla Champions League e creare un torneo di élite tutto nuovo.

Insomma, una gara dei ricchi. L’idea è fallita, per adesso, in 48 ore, perché i club, a partire dagli inglesi, si sono sfilati. Insomma, s’è visto, s’è toccato con mano, che la pezza (la nuova invenzione economica) era peggiore del buco (i debiti accumulati dalle società).

Perché è accaduto? Perché s’è ribellato il popolo del calcio. La cultura europea è ancora distante da quella americana. Non poteva funzionare quest’azzardo.

Gli addetti ai lavori, tuttavia, sostengono che l’operazione è solo rinviata nel tempo. Restano, però, le macerie. Per gli avvocati si aprono autostrade. Per il passato, il presente e il futuro.

Per il passato c’era una banca, la Jp Morgan, che metteva subito sul piatto 300 milioni di euro non proprio equamente distribuiti da restituire poi in 23 anni che avrebbe permesso a tutti i club coinvolti di ridurre il proprio debito. E solo per questo motivo s’è avallato in fretta e furia un progetto ancora acerbo, che comunicativamente passerà alla storia come un totale fallimento.

Per il presente, come gestire l’attualità senza innescare altre mine vaganti.

Per il futuro attraverso la costituzione di una “European Super League Company, S.L.” con il lancio di una Opa contro l’Uefa. Naturalmente questa vicenda ha mille sfaccettature morali e materiali, sensi di colpa e nuovi diritti televisivi agognati, che sembrano safari per i poveri cronisti. E, comunque, non s’inventa niente: da Oronzo Canà a Cristiano Ronaldo il passo è breve.

Bruno Gemelli