Senhit: cinque motivi per guardare Sanremo. “Che si prova a non sentire il calore del pubblico?”

La cantante bolognese Senhit non ha perso la sua contagiosa positività, ed è riuscita a sfruttare al meglio il blackout artistico imposto dalla pandemia. In particolare, quest’anno le è servito per preparare al meglio l’esibizione per la

semifinale dell’Eurovision Song Contest 2021, che si terrà a Rotterdam il 20 maggio prossimo, e alla quale lei parteciperà in rappresentanza di San Marino. Senhit, inoltre, indica cinque motivi per cui sarebbe necessario guardare Sanremo. Ed ecco la spiegazione della cantante bolognese: 1 – “Il Festival e praticamente l’unica vetrina canora rimasta, dopo la scomparsa di tante kermesse come ad esempio il Festivalbar, ed è anche un ‘signor concorso’ sul piano della qualità”.

2 – “Questa edizione in particolare ha un po’ svecchiato il cliché del cantante sanremese, portando in gara artisti della scena indie italiana e lasciando un po’ indietro i dinosauri, quindi è un’occasione per avvicinarsi a questo mondo più moderno”.

3 – “Sanremo è sempre un’ottima possibilità per conoscere cantanti nuovi: è sempre bello essere curiosi”

4 – “Il festival rappresenta un momento di leggerezza in un periodo storico molto buio. Per altro leggerezza ma non superficialità, visto che Amadeus ha chiamato sul palco l’infermiera-simbolo della battaglia al Covid, mostrando la giusta consapevolezza anche delle potenzialità di Sanremo come veicolo di informazioni”.

5 – “Ho un debole per Fiorello fin da quanto, più di vent’anni fa, mi fece da pigmalione in una delle mie prime apparizioni televisive nel suo programma Karaoke. Chissà se poi ha mai saputo della mia carriera musicale”.

I concorrenti preferiti di Senhit al momento sono Arisa, i Maneskin e il duo Michielin-Fedez.

La cantante bolognese, di origine eritrea, racconta di non aver mai dato peso ai bullismi e di non aver mai risposto alle provocazioni sul colore della sua pelle: “Mi ritengo una negretta fortunata- dice con autorionia-. Tutto dipende sempre da come prendi le cose nella vita, e io, citando l’amico Lorenzo Jovanotti, rispondo all’odio con l’allegria”. E conclude: “Ho guardato la prima serata del Festival di Sanremo e devo dire che da spettatrice non mi ha pesato l’assenza del pubblico, mi chiedo però cosa provano gli artisti ad esibirsi davanti alla platea vuota, senza quello scambio con il pubblico che è per me vitale”.