La strada che porta al domani è lo sviluppo sostenibile. E’ quella nuova, perché nella strada indicata da Bill Gates un quarto di secolo fa si parlò della sola tecnologia inventando il computer e il web. “Verso la Society 5.0” il titolo del libro fresco di stampa di Paolo Marraffa e Dora Anna Rocca presentato online da Andrea Ferriani di Editoriale Delfino e da un panel accreditatissimo di scienziati e politici.

  L’astrofisica Sandra Savaglio, assessore calabrese all’Istruzione, ha ammesso con schietta razionalità che “qui non siamo ancora neanche alla società 4.0, figuriamoci quella più evoluta!”. Ed ha parlato delle enormi difficoltà di muoversi nella burocrazia elefantiaca: “Ci stiamo occupando di acque reflue alla Regione Calabria, ma in un anno non siamo riusciti a combinare granché per le grandi difficoltà create da leggi, leggine e pubblica amministrazione”. Lasciando però uno spiraglio di speranza: “I giovani hanno la capacità giusta per salvare la società, lasciamoli fare”.

  Speranze concrete anche da Sergio De Caprio, assessore regionale all’Ambiente,  che punta sulle energie rinnovabili per far cambiare la Calabria in rotta di collisione: “Stanziamo milioni di euro ai Comuni per pannelli fotovoltaici e digitalizzazione dei servizi e dell’illuminazione pubblica. Ma dobbiamo cominciare dal basso, affidando i finanziamenti ad enti pubblici, e un dialogo stretto con le comunità interessate”.

Per l’Associazione italiana economisti dell’energia è intervenuta Agime Gerbeti, ponendo subito la questione della robotizzazione industriale che crea disoccupazione per gli operai. Le imprese si stanno dando da fare, ma la tecnologia va molto più veloce dei programmi industriali. Prosegue Gerbeti: “E’ un mondo in cui i social spengono Trump, mentre la dittatura in Myanmar dopo il golpe spegne internet per tutti”. Anche lei lascia aperto uno spiraglio: la creazione del ministero della Transizione ecologica del nuovo governo Draghi affidato a un fisico esperto in tecnologie digitali come Roberto Cingolani.

 L’apertura della Chiesa a un New Deal ecosostenibile è stata espressa da Giovanni Tridente docente all’Università Pontificia della Santa Croce. “Non si può non tener conto di quanto produciamo ogni giorno, soprattutto nell’industria. Dobbiamo imporci tutti un maggior rispetto per l’ambiente, cioè per noi stessi esseri umani”. Per il professor Tridente “la Chiesa è disponibile ad ascoltare tutte le voci, purché l’opera delle persone sia rivolta al bene, al benessere di tutti noi, non al male, in una prospettiva globale di crescita e miglioramento”.

 Michela Mayer, ricercatrice e formatrice, ha sottolineato che il libro di Marraffa e Rocca “prepara i nostri giovani, e soprattutto i docenti, a non consumare questo solo pianeta che abbiamo”.   L’accusa di Paolo Marraffa, giovane economista autore del volume, è stata lanciata nel suo libro come nel dibattito online: “I governi sono responsabili quanto le industrie dell’inquinamento globale. Siglano accordi e programmi che rimangono troppo spesso sulla carta”. Per la coautrice Dora Anna Rocca, giornalista e docente di scienze, “la pandemia sta bloccando il cammino di Agenda 2030, cioè la drastica riduzione dell’inquinamento, ma non si può fermare il grido delle giovani generazioni per un futuro sostenibile”.

Vinicio Leonetti