Il 5 febbraio scorso dopo una intensa trattativa durata mesi, anche con conflitti e mobilitazioni generali, resa ancora più complicata dalla pandemia, è stata sottoscritta l’ipotesi  di accordo del nuovo contratto per i lavoratori e le lavoratrici

addetti all’industria metalmeccanica privata ed all’installazioni di impianti, tra Federmeccanica-Assistal e FIM-FIOM-UILM .  La parola ora passa ai lavoratori ed alle lavoratrici, oltre un milione e mezzo ne sono interessati,  che, come sempre nella storia della Fiom ed oggi riconosciuta e condivisa da tutte le parti, si esprimeranno attraverso una consultazione certificata per la validazione dello stesso. Questo nuovo contratto reca in se elementi di straordinario significato  avendo ridato centralità alla contrattazione nelle relazioni sindacali, in esplicita controtendenza rispetto a quanti puntavano allo svilimento delle stesse, alla verticalizzazione delle relazioni se

non alla disintermediazione sociale. Gli elementi fondamentali sono l’aumento salariale con un incremento a regime dei minimi tabellari definito in base al valore dell’inflazione prevista per gli anni di vigenza e di una quota di salario per l’ innovazione organizzativa determinata dalla riforma dell’inquadramento; la clausola sociale negli appalti, il rafforzamento del diritto soggettivo alla formazione, la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Di particolare interesse sono gli accordi assunti circa le misure per le lavoratrici vittime di violenza di genere. Cosi come importante è l’impegno riconosciuto che entro la data di stesura del contratto verra’  definito il quadro normativo per la gestione del “lavoro agile” / smartworking  riconoscendo ai lavoratori interessati parità di trattamento del lavoro “in presenza” ed altri  diritti come quello alla disconnessione, sindacali, della privacy, degli strumenti di lavoro informatici ed alla formazione. Il contratto nazionale, decorrerà dal 5 Febbraio 2021  al 30 Giugno 2024. Come si può facilmente dedurre la valenza di questo rinnovo, come sempre nella storia sociale e politica del nostro paese, assume carattere generale, offrendosi come punto di riferimento per milioni di lavoratori e lavoratrici di altre categorie ancora senza contratto. Forti di questo risultato i lavoratori metalmeccanici e le loro organizzazioni sindacali confederali  continuano ad essere protagonisti attraverso le loro mobilitazioni per la difesa dell’occupazione, per conquistare dal nuovo governo il blocco dei licenziamenti e la riforma degli ammortizzatori sociali, per una nuova politica industriale che consenta al Paese un rilancio anche attraverso una programmazione adeguata e coerente, come il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), con i piani di investimenti europei in corso di definizione. Il contratto nazionale rinnovato è importante soprattutto al Sud ed in Calabria in cui da sempre è stata più difficile praticare la contrattazione integrativa aziendale, anche per la gracilità del suo apparato industriale oltre che per la debolezza della rappresentanza.  Questo contratto manda un grande messaggio al Paese: dal lavoro si costruire la coesione nazionale. Dal rispetto e riconoscimento reciproco può venire un messaggio a tutti: la democrazia si difende con la valorizzazione della partecipazione collettiva. Non servono demiurghi ma il rispetto del ruolo collettivo, anche del conflitto sociale democratico.

Massimo Covello