Facebook inizierà a limitare i contenuti politici presenti sulla propria piattaforma principale, riducendo potenzialmente il ruolo che il più grande social network del mondo gioca

nell’ambito delle elezioni e del dibattito politico in generale. La notizia, resa nota  attraverso un post sul blog aziendale – come riporta DowJones -, fa seguito alle dichiarazioni rilasciate lo scorso mese dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg che, in occasione della presentazione dei risultati trimestrali, aveva riferito che gli utenti avevano manifestato la volontà di vedere meno contenuti politici sul social. All’epoca Zuckerberg aveva spiegato che ridurre i post politici avrebbe permesso a Facebook di “fare

un lavoro migliore nell’aiutare a riunire le persone e nel promuovere comunità più sane”. I contenuti di natura politica costituiscono a oggi soltanto il 6% dei post che gli utenti vedono sulla piattaforma e Facebook inizierà a condurre a breve degli esperimenti riducendo tale percentuale per un ristretto numero di persone in Canada, Brasile e Indonesia. La società ha spiegato infatti che la propria intenzione non è quella di rimuovere i contenuti politici, bensì di valutare dei modi in cui ridurne l’esposizione per gli utenti che preferirebbero non vederli. Tale iniziativa segna una svolta per Facebook, che da sempre ha apprezzato il proprio ruolo di attore centrale durante le elezioni e i movimenti sociali in tutto il mondo. In un discorso dell’ottobre 2019, Zuckerberg aveva definito i social media il “quinto potere”, un centro del potere civico alla pari della stampa e dei rami esecutivo, legislativo e giudiziario del governo. In occasione della presentazione dei risultati trimestrali, Zuckerberg ha però dichiarato di stare ripensando al ruolo della politica sulla piattaforma come parte di uno sforzo continuo per “abbassare i toni e scoraggiare conversazioni e comunità che creano divisioni”