Anche se questa volta si tratta di un vaccino, lo Sputnik V sembra ugualmente destinato ad andare in orbita. Dopo la pubblicazione

su The Lancet di una serie di dati che certificano la straordinaria efficacia del siero anti-Covid russo (che ridurrebbe i casi sintomatici del 96,1% e quelli gravi addirittura del 100%) si moltiplicano le “aperture” a livello internazionale per l’adozione del farmaco nelle campagne di copertura adottate da numerose nazioni. Se in ciò l’Argentina si è dimostrata avere la vista lunga, affidandosi allo Sputnik sin dal primo momento, adesso sempre più paesi si stanno

accodando. Infatti, sono giunte le aperture da parte di Francia e Spagna mentre sempre più esperti italiani si dicono favorevoli all’adozione del siero russo. Di fronte a tale successo, la Russia potrebbe aumentare la produzione del vaccino per coprire la domanda estera, come ha dichiarato il portavoce del Cremlino. “In un futuro molto prossimo, intendiamo avviare la produzione in paesi stranieri per soddisfare la crescente domanda mondiale”, ha detto Dmitry Peskov durante il suo regolare briefing con la stampa.  “Il vaccino russo registra il 92% di efficacia, è stato sbagliato non crederci prima. Ora dobbiamo essere bravi noi italiani a creare un link con la Russia, dal momento che Mosca è già disponibile a darci i vaccini”. Lo ha dichiarato il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive al San Martino di Genova