Venti anni di Wikipedia. Quando il sapere si separa dai volumi

Venti anni fa, il 15 gennaio 2001, esordiva in rete “Wikipedia”, enciclopedia online a contenuto libero, multilingue e senza canone e oneri (fatte salve le donazioni, anche di

modesta entità), che faceva e fa capo alla Wikimedia Foundation, organizzazione fondata da Jimmy Wales non avente scopo di lucro e con sede a San Francisco, in California. Dapprima solo in lingua inglese, in pochi mesi Wikipedia venne tradotta in francese, spagnolo ed altre lingue. E’ stata una piccola rivoluzione per l’acquisizione in tempi rapidi di notizie, dati, riferimenti in luogo delle ricerche sul cartaceo impegnative e a volte poco fruttifere, anche se non sempre i contenuti sono esatti e le fonti

(trattandosi di inserimenti e/o aggiornamenti curati da volontari, spesso poco autorevoli) non affidabili. Tuttavia, nel sempre più frenetico mondo legato alla velocità di ottenimento di dati e notizie, oltre che del vivere in generale, l’idea fece centro subito e la fruizione del sito continua a evidenziare crescite percentuali un tempo impensabili.

Nel tempo, anche le opere enciclopediche più tradizionali e di alto rango, come la Treccani, ad esempio, si sono adeguate trasferendo online le pubblicazioni (pur mantenendo quelle, prestigiose, su carta) con il vantaggio di poter dare corso agli aggiornamenti “in tempo reale” senza attendere la riedizione periodica dell’intera opera o stampare gli aggiornamenti. Un po’ come è accaduto con la stampa quotidiana, con le testate ormai quasi tutte presenti in rete pronte a sfidare sul filo di lana quelle concorrenti per pubblicare un nanosecondo prima una notizia e raccogliere visite sul sito.

Tecnologia che avanza a supporto della conoscenza, ma ogni medaglia ha il suo rovescio (a partire dagli e-book, ai quali il pubblico preferisce il libro “tradizionale”) e nella formazione di intere generazioni la ricerca sull’enciclopedia cartacea o sull’atlante geografico (oggi più che mai obsoleto già in tipografia) o storico ha sempre costituito un momento “rituale”, con il “profumo” della carta e con il passare da una voce all’altra per gli approfondimenti, in parte facilitati dalle chiose marginali.

Wikipedia non è la perfezione, anche se si ispira a principi etici di presenza sul web, come l’assenza di pubblicità e il non ricorso ai cookies per diffondere dati sensibili e non degli utenti. Ma spesso ha dato luogo a serie controversie, sfociate nelle aule dei tribunali di tutto il mondo, per testi nei quali emergono addirittura  frasi sessiste o altri riferimenti di evidente imparzialità, e ciò in relazione alla valorizzazione di dati e notizie presenti sulle voci da parte di “volontari” non autorevoli, pur se dotati di buona volontà.

Ne consegue che, premesso che Wikipedia costituisce comunque un valido ausilio conoscitivo, le ricerche che hanno e devono avere una certa rilevanza culturale non possono che essere effettuate sulle enciclopedie e sui testi stampati su carta. Anche perché, pur non disponendo di testi specifici, il sistema bibliotecario italiano, sia pubblico che privato, è tra i migliori e più corposi al mondo e le biblioteche sono solo momentaneamente chiuse a causa della pandemia.

Letterio Licordari