Spero che si ritorni a dare il giusto peso alle parole usate. Basta con la “dissonanza”

Difficile, in poche battute, sviscerare argomenti nella loro interezza, per questo scrivo di una sensazione interiore che ho più volte sentito in questo ultimo anno e che mi è rimasta dentro.

Io la chiamo “dissonanza” e l’ho percepita molto spesso. Quando, per esempio, nel primo lockdown, con già tante migliaia di morti e famiglie in lutto, inneggiava il motto “andrà tutto bene”.

Oppure, ultimamente, quando ascolto l’espressione “terrazza sentimento” collegato ad uno degli stupri più feroci ed inumani. Mi auguro, quindi, che si ritorni a dar peso alle parole usate: che siano “assonanti” e non “dissonanti”, che non ingannino, non ovattino la realtà ma la raccontino con la dovuta sensibilità, empatia e, naturalmente, senza stridere.

di Rossella Palmieri