Modifiche ai decreti sicurezza di Salvini: chiusa una delle pagina più buie del Paese

I decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini nel 2018 e 2019 sono stati profondamente modificati. E’una buona notizia per il nostro Paese che esce, almeno per adesso, dal tunnel della furia

oscurantista e razzista nella quale il leader della Lega lo aveva fatto precipitare. A raccontare quello che considero uno dei periodi più bui della storia repubblicana sono i dati: quadruplicate le aggressioni razziste, riprese con cadenza inquietante le rivendicazioni neofasciste e solo qualche debolissima difesa, estorta più che voluta, nei riguardi degli atti di omofobia, anch’essi aumentati in termini preoccupanti. Senza tenere conto dell’utilizzo personale e spregiudicato di quello che è il ministero

più delicato del Governo piegato, per oltre un anno, ad uso e consumo degli interessi politici di Salvini.  I decreti sicurezza sono stati innanzitutto una gigantesca operazione di propaganda, non solo sul tema dell’immigrazione. E’ sufficiente considerare le pene previste, per esempio, per l’accattonaggio, le occupazioni, l’esercizio del parcheggio abusivo. Un’applicazione rigorosa delle norme avrebbe portato ad un aumento della popolazione carceraria di diverse migliaia di persone. In quali penitenziari, però, i possibili nuovi detenuti sarebbero stati dirottati non è dato sapere considerato che non è stato mosso un solo dito per costruire strutture in grado di far fronte alle disposizioni contenute nei decreti, in aggiunta alle attuali prossime al collasso. Un programma, insomma, per gettare fumo negli occhi degli italiani alle prese con “un sistema sicurezza” che fa acqua da tutte le parti e che genera, legittimamente, angoscia e rabbia. Ma “l’apoteosi del decreto”, per come è stata definita da molti leghisti, è arrivata con le norme sugli immigrati a partire dall’abolizione degli Sprar, l’eliminazione dei permessi rilasciati per la protezione umanitaria e l’attacco frontale alle Ong con multe e “gabbio” per i capitani disobbedienti. Quelle stesse Ong che i governatori di centrodestra hanno supplicato di intervenire per contrastare l’emergenza Covid ed a cui le organizzazioni stesse hanno ovviamente risposto immediatamente impegnando uomini e mezzi.  Una vera e propria campagna che, anziché provare a risolvere le disfunzioni del sistema dell’accoglienza, ha puntato ad alimentare l’odio verso gli immigrati su cui hanno bivaccato razzisti, violenti, provocatori e disturbatori di ogni genere. Oggi Governo e Parlamento hanno voltato pagina. Di questi tempi, è goccia di civiltà nel mare delle difficoltà che stiamo vivendo.  Non è poco, nonostante tutto.

di Antonio Chieffallo