Il governo reintroduce l’Iva sul prezzo delle mascherine. Un provvedimento inatteso

La scoperta è avvenuta così per caso, certamente inattesa. Di che si tratta? Arcuri, Conte, Speranza e soci, hanno rimesso l’iva sul prezzo delle mascherine. Sì, non è una baggianata.

È rimasto basito persino il responsabile della parafarmacia quando ho acquistato un pacchetto di mascherine e ha notato qualcosa di strano. Dunque, il governo su tutti i tipi di sistemi di protezione contro il covid, ha piazzato un carico del 5% sul prezzo base. Ossia, invece di costare 50, ora, le mascherine chirurgiche dovrebbero costare 52 centesimi. Comunque, difficile che farmacie,

parafarmacie e altri esercizi commerciali addetti alla vendita possano chiedere su questo tipo di mascherine l’aumento. Forse lo faranno su quelle più sicure e care, le FFP2, LE FFP3 E LE FFPE con la valvola. Il provvedimento è entrato in vigore lo scorso 31 dicembre ma riguarda altri presidi sanitari. Vale a dire: “ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; monitor multiparametrico anche da trasporto; pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale; tubi endotracheali; caschi per ventilazione a pressione positiva continua; maschere per la ventilazione non invasiva; sistemi di aspirazione; umidificatori; laringoscopi; strumentazione per accesso vascolare; aspiratore elettrico; centrale di monitoraggio per terapia intensiva; ecotomografo portatile; elettrocardiografo; tomografo computerizzato; come già anticipato mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani; dispenser a muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al 3 per cento in litri; carrelli per emergenza; estrattori RNA; strumentazione per diagnostica per COVID-19; tamponi per analisi cliniche; provette sterili; attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo. Insomma, Federmarma e le altre associazioni di categoria attendono adesso che il governo faccia un passo indietro, Probabilmente, Conte e company dovranno risolvere prima il problema dell’ipotetica crisi di governo che il cazzaro di Renzi sta cercando, sebbene, in molti sostengono che si tratta della solita ricerca di notorietà da parte dell’ex sindaco di Firenze ed ex fallimentare segretario dem. Risolto ciò, potrebbe arrivare l’azzeramento dell’aumento dell’Iva.

A. P.