Una intera umanità unita nel dolore e nella sofferenza. Il 2020, l’anno del “tutti uguali”

di Chiara Giacomantonio

La sospensione e l’unione, ecco cosa ha caratterizzato questo strano anno. La sospensione del tempo e dello spazio, nel tempo e nello spazio. Una  intera umanità unita nel dolore e nella sofferenza. Se vogliamo trovare qualcosa di positivo, potrebbe essere proprio la consapevolezza

di essere tutti parte di un tutto e di essere, quindi, TUTTI UGUALI. Una positività che però ontologicamente deriva da una negatività. E allora definirei il 2020 come l’anno delle contraddizioni. E il 2021? Spero possa essere la ricomposizione degli opposti e delle contraddizioni.