2020 tragico, il Covid si è fatto beffa di noi. Ma ora immagino l’inizio di una nuova vita

di Daniela Sanzone

Il 2020 sarà ricordato per l’ennesima ribellione di madre natura. La terra è insorta contro la tracotanza dello sfruttamento indiscriminato dell’ecosistema da parte del genere umano;

sfruttamento che è conseguenza di un sistema capitalistico smodato che ha dimostrato ancora una volta le sue gravissime ipocrisie e contraddizioni. Le notizie riportate dai giornali, secondo quello che riferisce Legambiente, concordano su due punti importanti: che esiste una correlazione tra la diminuzione dell’inquinamento e le misure di contenimento del Covid-19 e il fatto che l’inquinamento atmosferico ha contribuito alla diffusione di questa malattia. Prendendo tutte le precauzioni

necessarie nell’esprimere rapporti di causa-effetto di cui va ancora verificata la totale attendibilità, possiamo però affermare che il coronavirus ha confermato che la vera crisi del nostro tempo sono i danni che continuiamo a infliggere all’ambiente. Il prezzo che stiamo pagando è altissimo, milioni di morti, possibili conseguenze negative sulla salute e un sistema finanziario globale a pezzi.

Com’è andato il 2020? È stato un anno duro, durissimo. Per alcuni, però, molto di più che per altri. Prima di tutto, per le famiglie delle vittime. Gli anziani sono stati sterminati, soprattutto quelli che vivevano nelle case di cura. Poi, ci sono stati danni incalcolabili per chi ha perso il posto di lavoro, per gli immigrati, i precari. In Canada l’effetto del Covid-19 sta mettendo in serie difficoltà i senzatetto e chi non ha abbastanza soldi per mangiare. Immaginate il dover limitare l’accesso agli shelter per consentire il distanziamento sociale quando fuori fa meno venti, per dormire, fare docce o mangiare. Alcune associazioni si sono organizzate per aumentare i pasti da servire all’aperto. Per fortuna ancora le temperature veramente rigide non sono arrivate. Ma arriveranno. E poi, pensiamo ai figli dei genitori separati, costretti a fare avanti e indietro tra più famiglie durante il lockdown, e alle donne e ai bambini che subiscono abusi, tappati in casa con i loro aggressori. In Giappone è allarme perché stanno morendo più persone per i suicidi che per il Covid, soprattutto tra le donne, per la paura di cadere in povertà per colpa della pandemia. In Svezia, dove si è ragionato per mesi come se le misure contro il virus fossero un’esagerazione, oggi gli ospedali sono in tilt e per il 99% occupati da malati di Covid con difficoltà di respirazione.

Il virus Covid-19 si è fatto beffe di noi esseri umani, chiudendoci in casa, dimostrandoci che l’individualismo è un’arma a doppio taglio, che a essere soli ci si perde e basta. E infine, abbiamo verificato che l’aiuto dei governi è fondamentale, che nei paesi dove la sanità è pubblica e funziona si muore di meno, che il welfare fa sopravvivere famiglie intere.

Ma abbiamo imparato qualcosa? Saremo capaci di trasformare questa incredibile crisi in opportunità? Io penso al 1 gennaio 2021 come a un’alba. Il Covid-19 non sarà debellato ancora nel corso dell’anno, ma il 2021 lo immagino come l’inizio di una nuova vita, il day after, anzi il day one, l’anno in cui uomini e donne hanno capito quali sono le priorità e si sosterranno, smettendo di aggredirsi l’un l’altro per mostrare finalmente un po’ di umanità, reimparando a stringersi la mano, ad aprire la porta di casa e condividere i propri spazi. Non è buonismo, è buonsenso. E poi che c’è di male a essere buoni? Buon 2021 a tutti.