Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno

di Bruno Gemelli

Il lockdown primaverile è stato differente da quello autunnale. Almeno per me. Tutto iniziò il 5 marzo e durò due mesi pieni nei quali il Sud guardò, disciplinato, con sufficienza la

Bergamasca. La pandemia ci colse di sorpresa e tante settimane dovemmo sorbirci tal Giulio Gallera che pontificava da Milano. Io ebbi difficoltà, almeno per i primi quindici giorni a trovare l’occorrente. Cioè, mascherine, che supplivo con le mie improbabili pashmine, gel, guanti. Con il caldo s’allentarono le prudenze con quello che conseguì. Il Sud, nel frattempo, raggiunse il Nord in

fatto di contagi. Anche i negazionisti raggiunsero il picco mischiandosi con populisti e sovranisti. La seconda ondata, che non è finita, portò con sé l’allarme e, quindi, la paura. Oggi.