Basta il terrore dei botti di Capodanno per cani e gatti. Servono sanzioni più dure

A Natale, a dire il vero, sono stati in pochi coloro che hanno rispettato le ordinanze dei sindaci sul divieto di utilizzare i fuochi d’artificio. E a farne le spese sono stati i poveri cani e i gatti.

Impauriti dalle esplosioni, hanno riportato traumi che difficilmente scorderanno. Ora l’appuntamento è per Capodanno. Stavolta ha fatto sentire la sua voce

Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa: “A Capodanno risparmiamo agli animali, che ne hanno già passate tante, il tormento dei botti”. Si sa, qualcuno non rinuncerà alla tradizione dei fuochi d’artificio, che alla fine di ogni anno causa però “particolare stress agli animali”: un bagliore improvviso può disorientarli e terrorizzarli. Possono fuggire e smarrirsi. Per non parlare poi della percezione uditiva, molto più amplificata negli animali. “Abbiamo proposto ai sindaci le fontane di luce al posto dei botti; diversi, mostrando una grande sensibilità, hanno risposto confermando che nella loro città saranno vietati prevedendo sanzioni per i trasgressori”, sottolinea Rocchi. “L’anno che sta per chiudersi di problemi ce ne ha dati fin troppi, facciamo uno sforzo maggiore – esorta -, di comprensione, nei confronti dei nostri amici a quattro zampe che con i botti possono anche morire dalla paura”.

di Francesco Gro