2020: un anno diverso come tutti quanti gli altri

di Franco Giannone

L’Italia, da ormai un decennio (forse anche di più), vive un periodo di forte decadimento sociale dove la parola che più rappresenta la nostra società è la parola “mediocrità”.

E’ mediocre il mondo delle professioni e da qui ne scaturiscono (come è ovvio) avvocati mediocri, commercialisti mediocri, medici mediocri . E’ mediocre il pubblico impiego dove si assiste quotidianamente a dipendenti (troppo spesso) assenteisti, dirigenti e funzionari che quando si tratta di assumere le proprie responsabilità vanno disperatamente alla ricerca della “via di fuga” più vicina. È mediocre il mondo dell’artigianato (pochi, approssimativi e poco formati) e qui mi fermo. Come ovvio la classe politica emerge da questo spaccato con il risultato che abbiamo, alla guida della nostra nazione la classe politica più mediocre della nostra breve

storia repubblicana (peraltro priva del “pungolo” rappresentato da giornalisti anch’essi oggi mediocri). Ovviamente il 2020, con le sue tante criticità prima tra tutte la pandemia, ha reso

inoccultabile questa mediocrità con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. In conclusione mi sento di dire che il 2020 non è stato un anno terribile, bensì “terribili” sono gli uomini (leader e non leader) che, se seri, onesti e soprattutto competenti, avrebbero dovuto e potuto rendere il 2020 un anno come tutti gli altri  pur con una “pandemia” in più.