Promossa la scuola. Spesi bene i fondi europei: la Azzolina ha fatto il suo dovere

di Paolo Pagliaro

La Finlandia spende il 73% delle risorse messe a disposizione dall’Europa.  La Francia il 53. L’Italia non va oltre il 38% dei 45 miliardi disponibili per il periodo 2014-2020 ed è dunque penultima, seguita solo dalla Croazia,  per capacità di assorbimento dei fondi del bilancio dell’Unione.  Di fronte a questa ormai storica incapacità di utilizzare le risorse  comunitarie  (pessima credenziale in vista del Recovery Fund) è sicuramente una notizia il fatto che il ministero dell’ istruzione sia stato invece capace di impegnare quasi per intero la dote di 2 miliardi e 400 milioni stanziati  dall’Europa per la scuola.   Il Covid-19 ha portato a una drastica accelerazione della capacità di spesa.

Tra marzo e giugno sono stati finanziati 17 mila progetti, per l’adeguamento di aule e laboratori, l’acquisto di arredi e kit didattici.  Per le lezioni a distanza sono stati distribuiti 435 mila dispositivi digitali e altri 200 mila sono in arrivo. 260 milioni di euro sono destinati alla formazione del personale amministrativo.
La ministra Lucia  Azzolina ha tenuto  a battesimo il sito internet dedicato al Programma Operativo Nazionale per la scuola, dove gli istituti condividono esperienze e progetti. Tutti hanno così potuto conoscere il simulatore di volo  dell’  Istituto Marconi di Padova, la sala  macchine virtuale del nautico di Procida, le modalità non convenzionali con cui si fa scuola nonostante il coronavirus all’istituto  Falcone di Palermo o al Liceo Gropius di Potenza.  Spezzoni di un’Italia che si ostina a fare il  suo dovere  con tenacia e persino con entusiasmo.