Smart working in epoca Covid-19: istruzioni per l’uso

di Paolo De Pasquali

6 dicembre 2020. Siamo a casa davanti al nostro pc. E’ domenica. Eppure stiamo lavorando. Siamo in smart working. E in Lockdown. E’ l’epoca Covid-19. Ma è prevedibile

che lo smart working, per molti lavoratori la cui presenza non è richiesta sul posto di lavoro, proseguirà anche dopo la fine della pandemia perché consentirà un risparmio in termini economici, finanziari, di tempo eccetera eccetera. Ho appena introdotto due nuovi termini, due neologismi, naturalmente anglosassoni:

il Lockdown e lo smart working. Due termini che abbiamo imparato a conoscere,ma che avremmo preferito non conoscere mai, almeno il primo. A questo punto esaminiamo quali sono i fattori di rischio ma anche i vantaggi provenienti dallo smart working.

Iniziamo dall’ambiente fisico. I luoghi di lavoro possono presentarsi poco puliti o non adeguatamente igienizzati, disordinati, rumorosi, con un clima inadatto. Il lavoro in ambiente domestico consente di utilizzare un ambiente pulito, ordinato, silenzioso, dalla giusta climatizzazione: in sostanza un habitat confortevole nel quale poter lavorare con maggior agio. Un altro dato da non trascurare è la possibilità di alimentarsi con cibi preparati in casa laddove spesso sul posto di lavoro ci si reca nei bar o nei ristoranti sottostanti il nostro ufficio. È evidente che l’igiene alimentare, con lo smart working, ne guadagna, e di conseguenza ne guadagna la nostra salute. E qui mi viene in mente un altro aspetto, quello dell’uso del proprio bagno, e credo non serva dilungarmi oltre. Ancora, a casa si possono assumere eventuali medicine con più comodità, nel rispetto della privacy. E’ consigliabile destinare una stanza, come ad esempio il proprio studio, all’attività lavorativa, da utilizzarsi come fosse la propria stanza d’ufficio.

L’aspetto temporale della giornata di lavoro è molto importante. L’orario e il ritmo di lavoro, nello smart working, possono essere programmati in base alle esigenze personali. E’ possibile pianificare dei cicli di lavoro e di riposo. Per molti questo può avvenire anche nel proprio ufficio, ma è evidente che il lavoro da casa consente una maggiore autonomia di scelta con possibilità di interagire anche con l’ambiente domestico, in particolare con i propri familiari.

E’ molto utile l’autoassegnazione della quantità di lavoro da svolgersi giornalmente. Ciascuno di noi dovrebbe crearsi un proprio programma lavorativo, in base al proprio modello mentale. Il consiglio è di riprodurre a domicilio i ritmi e il tipo di lavoro eseguito in ufficio, rispettando le pause, ad esempio la pausa caffè, nonché il sonno notturno. Un rischio è quello di lavorare da casa, per un tempo superiore a quello che avremmo utilizzato sul posto di lavoro. È opportuno non diluire il lavoro, magari finendo a notte inoltrata, rischio presente poiché a casa potremmo avere più tempo a disposizione.

La domenica bisognerebbe astenersi dal lavoro.

Un terzo fattore potremmo definirlo come quello delle relazioni interpersonali

Lo smart working può rendere più difficile l’interazione con i colleghi durante il lavoro, ma anche nelle pause e dopo il lavoro: dunque una minor possibilità di scambio di pareri o di feedback rispetto a quanto stiamo elaborando. Naturalmente questo aspetto diviene un vantaggio laddove non vi siano rapporti armonici con i colleghi… Il lavoro solitario dunque, può rappresentare un vantaggio o uno svantaggio a seconda della propria personalità e della qualità dei rapporti esistenti all’interno dell’ambiente lavorativo.

Il dr. Paolo De Pasquali

Nello smart working bisogna inoltre considerare le relazioni familiari, in quanto lo svolgere la propria attività fra le mura domestiche, determina una costante interazione con altri membri della famiglia. È importante riuscire a gestire e a modulare adeguatamente queste relazioni. Ciascuno di noi vive un proprio clima domestico che può essere favorevole o sfavorevole e che può ripercuotersi sull’attività lavorativa.  Laddove esistono conflitti familiari il potersi recare sul posto di lavoro diventa un vantaggio. Ma lavorare in casa può essere dannoso anche per le persone che presentano un particolare attaccamento alla famiglia, in quanto, nel momento in cui ci occupiamo, con eccessiva dedizione, di tutto quanto avviene all’interno delle mura domestiche, queste interferenze diventano causa di deconcentrazione e distrazione. Per quanto riguarda l’utilizzo di video terminali, è indicata l’alternanza con materiale di tipo cartaceo per non affaticare la vista davanti allo schermo e mantenere una migliore concentrazione. Un’ultima raccomandazione: ogni tanto non dimentichiamoci di far riposare il nostro smart-phone, il solo videoterminale dal quale siamo ormai pressoché tutti dipendenti. Almeno fino a quando non ce lo impianteranno nel cervello, il che non potrà avvenire che al termine dell’emergenza covid, senza bisogno di uno specifico DPCM.