Coronavirus, il Mezzogiorno “congela” quasi trecento miliardi di euro

di Vinicio Leonetti

Il covid fa risparmiare. E anche molto. Soprattutto nel Mezzogiorno dove la leggenda racconta che di soldi ce ne sono troppo pochi.

Eppure andando a spulciare i dati di Banca d’Italia si scopre che i depositi negli istituti di credito sono cospicui: poco meno di 300 miliardi di euro suddivisi in sei regioni. La propensione a tenere fermi tanti soldi che in banca fruttano poco o niente è di tutto il Sud. L’aumento medio dei risparmi di famiglie e imprese è del 7,2%, quasi il doppio della media del 2019 che era del 4,6%. In pratica la disponibilità bancaria media va dai 12 mila ai 15 mila euro pro capite.

  I soldi sotto il materasso restano un segreto, non rintracciabili quegli altri che finiscono in nero oltre confine, e sono tantissimi a leggere i provvedimenti dei magistrati.

 La Calabria, ad esempio,  è sempre fanalino di coda nelle classifiche dell’occupazione e del reddito pro  capite. Ma nelle banche della regione giacciono 26,9 miliardi di euro, con un aumento nell’ultimo anno del 7%. Sotto ci sono soltanto la Basilicata con 11,2 miliardi di risparmi e una crescita del 6,1% fino al giugno scorso, e la Sardegna con 23,6 miliardi depositati e crescita 6,4%.

  La maggiore concentrazione di soldi risparmiati è in Campania, regione più popolosa, dove nelle banche ci sono 98,4 miliardi con un aumento del 7.5% rispetto all’anno scorso, e in Puglia con 66,2 miliardi depositati e la crescita dell’8,7% più marcata del Sud. Anche in Sicilia i risparmi crescono dell’8% in un solo anno con 63 miliardi in deposito.

   In tanti penseranno sorpresi: “Ma io 13 mila euro in banca non li ho!”. Ecco, ci sarà invece chi ne avrà depositati il doppio, anche il triplo, ha due case, un Suv e un tenore di vita invidiabile. La media è sempre una tendenza, e quella del calabrese, o del lucano o siciliano,  sembra una corsa ad accumulare soldi per mettersi al sicuro, non certamente per investire, spendere e crescere. E magari i più furbetti con depositi cospicui fanno domanda di reddito di cittadinanza e qualcuno gliela approva.     La sorpresa maggiore è quando i depositi bancari sono delle imprese che dovrebbero investire e far fruttare i soldi propri, invece di aspettare sempre contributi da Stato o enti locali. Questa è una delle ragioni che congela le imprese del Sud, poco propense all’investimento. Ad aggravare lo stato delle aziende da quasi un anno sono sicuramente i lockdown che di fatto bloccano i mercati e creano difficoltà in tutti i cicli produttivi. Una situazione, quella del Mezzogiorno, che non fa certo pensare positivo, anche alla luce del recovery fund che dovrebbe arrivare anche nel Sud, un’area che storicamente ha una scarsa propensione alla spesa produttiva.